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Nuove Convenzioni ferme: si va verso la modifica dell’Atto di indirizzo. Regioni e Ministero al lavoro per rimuovere lo stallo. Ma senza cambiare la Balduzzi

Incontro tra Regioni, Ministero della Salute e Sindacati. Ora nuove consultazioni politiche per arrivare a un nuovo documento di sintesi che possa superare gli ostacoli. Nessuna modifica a Legge Balduzzi e AFT solo funzionali. Fimmg: “Per noi niente di nuovo”. Fp Cgil Medici: “Si riparte dal via”. Smi: “Regia al Ministero “. Sumai: “Attendiamo tavolo, ma tempi non siano lunghi”.

Piccoli passi in avanti per quanto riguarda il rinnovo delle convezioni di medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali. Passaggio fondamentale per la riorganizzazione delle cure primarie. Oggi in via Parigi si è tenuto un incontro tra il Comitato di settore delle Regioni per la Sanità, i Sindacati e il Ministero della Salute, che nelle ultime settimane ha assunto il ruolo di mediatore. Durante la riunione il presidente del Comitato di Settore Claudio Montaldo ha annunciato la volontà di procedere ad un nuovo giro di consultazioni a livello politico per cercare di sciogliere i nodi che hanno portato alla rottura delle trattative, nello specifico tra Sisac e i medici di famiglia della Fimmg, con quest’ultima che è tutt’ora in stato d’agitazione e ha minacciato lo sciopero. Al termine del Tavolo politico, dovrebbe essere prodotto un nuovo documento di sintesi, non si sa ancora se un vero e proprio nuovo atto d’indirizzo. Non dovrebbero però essere previste modifiche alla Legge Balduzzi e sarà specificato che le AFT avranno solo il carattere funzionale mentre le UCCP saranno dei veri e propri luoghi fisici di cura. Ancora nessuna novità per quanto riguarda il nodo finanziamento anche se non si vogliono far ricadere sui professionisti oneri aggiuntivi.

Tiepidi i primi commenti dei sindacati medici. “Per quanto ci riguarda, niente di nuovo – ha affermato in una nota Giacomo Milillo Segretario nazionale della Fimmg che ha evidenziato di come “si tratta della formalizzazione, o meglio dell’annuncio di un tavolo politico per ottenere il quale la Fimmg non ha mai smesso di lavorare dallo scorso settembre, da quando è emerso con chiarezza l’intenzione della Sisac di bloccare il tavolo di trattativa. E’ stato un lungo lavoro di colloqui informali e riservati, anche con il Presidente Montaldo, che hanno determinato solo dilazioni. Per superare lo stallo è stato necessario dichiarare lo stato di agitazione e minacciare lo sciopero”.

 “Immaginando un incontro ancora interlocutorio – sottolinea Milillo – e fondamentalmente privo di novità, abbiamo scelto di essere presenti con una rappresentanza non politica”.

“Se l’immediato futuro – ha concluso – ci riserverà un impegno fattivo e coerente da parte delle Regioni lo esamineremo, come sempre, con intento costruttivo. Speriamo che non sia l’ennesima dilazione, espressione dell’inefficienza della Conferenza delle regioni o della sua volontà di non rispettare la legge nazionale. Per il momento non ci resta che confermare lo stato di agitazione e mobilitazione di Fimmg e ribadire che decideremo le azioni sindacali appropriate in Consiglio nazionale”.

Pina Onotri, segretario generale dello Smi, ha ribadito la “necessità e l’urgenza di uscire da questa palude, da uno stallo che danneggia i medici italiani, le cure primarie e i cittadini”.

“I nostri appelli all’unità – ha continuato  – non possono cadere nel vuoto o respinti solo per un’ostinata e pervicace tendenza a perseverare negli errori. Le dispute sulle interpretazioni della legge Balduzzi sono sterili e non si risolvono con la forza dei numeri, essere il sindacato con più iscritti non significa avere sempre ragione, la legge Balduzzi, piaccia o no, è la madre di questa situazione. Sull’identità del padre non abbiamo intenzione di insistere con le indagini. Se la Sisac, ora trasformata in un ente con capacità di guida politica delle trattative, è ferma nella sua posizione, è perché Regioni e Governo si sentono forti di un quadro normativo che consente di fare la riorganizzazione delle cure primarie a isorisorse per il sistema e a iporisorse per i medici. Ribadiamo: voltiamo pagina, usciamo da questa impasse, rimettiamoci a un tavolo e confrontiamoci su tutto, anche su una legge che non convince i medici italiani”.

 “Non possiamo morire per la Balduzzi – ha concluso Onotri – è un ideologismo. Non possiamo non renderci conto che sul territorio c’è molto disagio. Se facessimo una consultazione, non solo tra i dirigenti sindacali, ma nella base, anche quella non sindacalizzata, il gradimento su questa legge temo sarebbe bassissimo. Facciamola, potrebbe essere utile per uscire da questa situazione. Infine, una proposta politica generale: si riaffidi al Governo centrale la regia unica della riorganizzazione delle cure primarie e della destinazione degli stanziamenti, liberando le Regioni da questa incombenza”.

Per il Coordinatore nazionale Medicina convenzionata Fp-Cgil Medici, Nicola Preiti “era ampiamente prevedibile. E infatti era stato previsto dalla Cgil. Come nel gioco del Monopoli, la trattativa riparte ‘dal via’ Se non ci sono le condizioni per cambiare complessivamente l’assistenza territoriale, se ne prenda atto e si punti a pochi essenziali e realizzabili obiettivi che vadano nella direzione giusta”.

“L’inutile balletto della trattativa Sisac – ha precisato – , che si protrae da oltre un anno, non si è neanche avvicinato ai nodi essenziali dell’assistenza territoriale e delle cure primarie. Tempo perso”.

“Nell’incontro di questa mattina con Claudio Montaldo – ha evidenziato -, abbiamo chiesto un chiaro impegno della politica con diretta assunzione di responsabilità”. “Capire perché ancora non esistono le AFT e le UCCP in Italia – ha ricordato Preiti – , visto che sono stabilite dalla Convenzione nazionale del 2009, ribadite nella Convenzione del 2010, assunte a dignità  di legge con la velleitaria Balduzzi, riproposte nel patto della salute di pochi mesi fa, sarebbe un fondamentale passo avanti per individuare gli ostacoli e superarli”.

 “L’incontro con l’assessore di questa mattina va in questa direzione, almeno nelle intenzioni – ha specificato Preiti – . Montaldo ha dato la sua disponibilità a seguire personalmente l’evoluzione della trattativa ed ha voluto conoscere i punti critici che hanno determinato lo stallo. Si è quindi impegnato a discutere presto, in un nuovo incontro, un documento che superi gli evidenti limiti dell’Atto di indirizzo che ha determinato l’attuale situazione”. E infine avverte: “Non basta scrivere lettere morte, come si è fatto recentemente nel Patto della Salute. Bisogna realizzarle.”

 “Restiamo in attesa degli sviluppi del Tavolo politico annunciato oggi dal presidente del Comitato di Settore Claudio Montaldo – ha affermato invece il segretario nazionale degli specialisti ambulatoriali interni del Sumai-Assoprof, Roberto Lala dopo l’incontro.

“Aspetteremo le novità – sottolinea Lala – ma qualora i tempi dovessero dilatarsi ulteriormente chiederemo alla Sisac la riconvocazione del tavolo per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale interna”.

QS – 18 febbraio 2015

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