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    Home»Novità normative»Dall'Europa»Nuovi alimenti e alimenti tradizionali: pubblicate le linee guida dell’Efsa per le richieste di autorizzazione. Saranno i gestori del rischio dell’UE a decidere se autorizzare o meno la commercializzazione
    Dall'Europa

    Nuovi alimenti e alimenti tradizionali: pubblicate le linee guida dell’Efsa per le richieste di autorizzazione. Saranno i gestori del rischio dell’UE a decidere se autorizzare o meno la commercializzazione

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche12 Novembre 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    L’EFSA ha pubblicato due documenti in cui si illustrano le linee guida per predisporre richieste di autorizzazione di nuovi alimenti e alimenti tradizionali da Paesi terzi. L’adesione alle linee guida contribuirà a garantire la sicurezza degli alimenti prima che i gestori del rischio possano autorizzarne l’immissione sul mercato europeo.

    L’EFSA ha sviluppato la guida a seguito dell’adozione del nuovo regolamento europeo sui nuovi alimenti a novembre del 2015. Il regolamento, che sostituisce quello del 1997 ed entrerà in vigore a gennaio del 2018, introduce la centralizzazione della procedura di valutazione e autorizzazione. Saranno i gestori del rischio dell’UE, e non gli Stati membri, a decidere se autorizzare o meno la commercializzazione dei nuovi alimenti, chiedendo eventualmente all’EFSA di condurre una valutazione scientifica dei rischi per confermarne la sicurezza.

    Cosa s’intende per “nuovi alimenti” e “alimenti tradizionali”?

    Per nuovi alimenti s’intendono i cibi che i cittadini europei non hanno consumato in misura significativa prima del maggio 1997, compresi quelli da nuove fonti (ad esempio l’olio ricco di acidi grassi omega-3 derivato dal krill) e quelli ottenuti con nuove tecnologie (ad es. le nanotecnologie) o utilizzando nuove sostanze, ad esempio i fitosteroli (steroli vegetali).

    Gli alimenti tradizionali sono un sottoinsieme dei nuovi alimenti. Il termine si riferisce a cibi consumati tradizionalmente in Paesi extraeuropei e comprende alimenti a base di piante, microrganismi, funghi, alghe e animali (ad esempio semi di chia, frutto del baobab, insetti, castagne d’acqua).

    Linee guida sui requisiti cui attenersi

    Le nuove linee guida spiegano dettagliatamente il tipo di informazioni che i richiedenti devono fornire ai fini della valutazione del rischio. Chiariscono anche come presentare queste informazioni prima che l’EFSA possa valutare la sicurezza dell’alimento nuovo o tradizionale.

    I candidati che facciano richiesta di autorizzazione di nuovi alimenti dovranno presentare i dati che descrivono il prodotto. I fascicoli dovranno includere dati sulle caratteristiche compositive, nutrizionali, tossicologiche e allergeniche del nuovo alimento, nonché informazioni sul processo produttivo, gli usi proposti e i livelli di utilizzo.

    L’EFSA tratta gli alimenti tradizionali provenienti dai Paesi terzi (Paesi extra-UE) in un documento orientativo distinto. I richiedenti dovranno documentare la sicurezza d’impiego dell’alimento tradizionale in almeno un Paese al di fuori dell’Unione europea per un periodo di almeno 25 anni. L’EFSA e gli Stati membri valuteranno le prove in parallelo.

    Coinvolgimento dei portatori di interesse

    L’EFSA ha coinvolto in prima persona i portatori di interesse nello sviluppo delle linee guida. Oltre a una consultazione pubblica durata due mesi, i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di esprimere un parere sulle bozze nel corso di una riunione a Bruxelles.

    • Scientific opinion: guidance document on novel food
    • Scientific opinion: guidance document on traditional food from third countries
    • Technical report: outcome of a public consultation on the draft guidance on novel food
    • Technical report: outcome of a public consultation on the draft guidance on traditional food from third countries

    fonte Efsa – 12 novembre 2016

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