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Nuovi Lea. Lorenzin alla Camera: “Dpcm a Palazzo Chigi. Stanziamento di 800 mln coerente con nuove prestazioni”. M5s: il ministro tace su incremento Fondo per i nuovi livelli di assistenza

Così la ministra della Salute è intervenuta oggi nel corso di una prima audizione introduttiva in XII commissione sul documento di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza atteso alla Camera nelle prossime settimane. “Non abbiamo disegnato i nuovi Lea sulla base di una nostra disponibilità finanziaria di 800 mln, ma abbiamo vincolato questa cifra all’aumento del Fsn dopo un approfondito studio sull’impatto economico delle nuove prestazioni garantite”.

“Non abbiamo disegnato i nuovi Lea sulla base di una nostra disponibilità finanziaria di 800 mln, ma abbiamo vincolato questa cifra all’aumento del Fondo sanitario nazionale dopo un approfondito studio sull’impatto economico delle nuove prestazioni garantite. Lo stanziamento previsto è dunque coerente con quanto previsto dal Dpcm, già approvato dal Ministero dell’Economia e dalla Conferenza Stato Regioni”. Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, è intervenuta oggi in audizione in commissione Affari Sociali per illustrare il Dpcm di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza.

“Il nuovo schema di Dpcm non si limita ad allargare le tutele di assistenza per i cittadini con la garanzia di accesso a tutte quelle nuove prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale, ma è importante anche perché queste dovranno essere uniformate su tutto il territorio nazionale – ha aggiunto Lorenzin -. Il provvedimento consentirà inoltre a milioni di persone di avere assicurata l’esenzione dal pagamento del ticket: solo per fare un  esempio, 300.000 nuovi malati rari, 300.000 donne colpite da  endometriosi e 300.000 pazienti con Broncopneumopatia  cronico-ostruttiva (Bpco)”.

Quella di oggi è stata solo una prima audizione introduttiva nel corso della quale la ministra si è limitata ad illustrare per sommi capi tutti gli ambiti di intervento del provvedimento. Per i successivi approfondimenti sui contenuti del voluminoso documento Lorenzin ha dato appuntamento ai deputati della XII commissione per le prossime settimane, quando, presumibilmente, il testo del Dpcm dovrebbe sbarcare alla Camera dopo aver ottenuto il via libera da Palazzo Chigi.

M5S: “Lorenzin tace su incremento Fondo sanitario per nuovi Lea”

 “Oggi in audizione il ministro Lorenzin ha indicato tutte le terapie inserite nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza descrivendole come se si trattasse di una lista della spesa. Il suo intervento però mancava dell’elemento essenziale: i fondi necessari per rendere erogabili i nuovi Lea ci sono, o no? Su questo punto non una parola da Lorenzin. Il punto è centrale e ineludibile perché il mancato incremento del Fondo sanitario nazionale si tradurrebbe nell’impossibilità di erogare i nuovi Lea a tutti i cittadini che ne avrebbero diritto”.  Così i deputati M5S in commissione Affari Sociali.

 “Ricordiamo infatti che nell’intesa siglata in sede di Conferenza Stato- Regioni il 7 settembre 2016 viene indicato che la sostenibilità economica dell’aggiornamento dei Lea potrà esserci a patto che, nella prossima legge di Bilancio, il Fondo sanitario nazionale – fermo a 111 miliardi nel 2016- sia ricondotto a 113 miliardi per il 2017 e a 115 per il 2018. Ora, facciamo rilevare come nella nota di aggiornamento al Def non si faccia alcun accenno a tale rifinanziamento, nonostante vi sia una stima della spesa sanitaria”, proseguono.

“Facciamo inoltre notare come i nuovi Lea non siano ancora stati pubblicati ufficialmente e, dunque, l’odierno confronto con il ministro è avvenuto senza poter fare riferimento a elementi certi. Di fronte alle nostre richieste di chiarimento il ministro ha affermato che i nuovi Lea saranno pubblicati entro l’anno, senza specificare però alcuna data, e che dopo la loro entrata in vigore ufficiale il Parlamento potrà svolgere un’ulteriore audizione. Ci domandiamo dunque cosa abbia rappresentato l’audizione odierna e se questo sia un comportamento lecito da parte di un ministro”, concludono i deputati pentastellati.

Quotidiano sanità – 6 ottobre 2016

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