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Nuovi Lea. Sivemp: «La nave va! Ma speriamo che ci sia la sostenibilità». Divario tra fondi stanziati e spesa effettiva

logo croce bluIl ministro della Salute Beatrice Lorenzin conferma che a giorni arriverà la nota formale del ministero dell’Economia con il via libera ai nuovi Lea dopo quindici anni. Il segretario nazionale Sivemp Aldo Grasselli commenta il decreto in arrivo,  le novità per la veterinaria pubblica e le incertezze. “Dopo il via libera delle Regioni, che hanno concordato una verifica sui costi reali entro l’anno, in tempo per chiedere eventualmente una maggiorazione delle risorse in sede di nuova legge di stabilità, i nuovi Lea sono una realtà. Mentre il precedente decreto Lea aveva un carattere sostanzialmente ricognitivo e si limitava ad una descrizione generica, l’attuale provvedimento ha carattere effettivamente costitutivo, proponendosi come la fonte primaria per la definizione delle “attività, dei servizi e delle prestazioni” garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione del Servizio sanitario nazionale. Secondo i calcoli del ministero della Salute l’impatto globale dell’aggiornamento dei Lea è di 771,8 milioni di euro l’anno.

Riconducibile alla definizione della differenza tra:

a) da un lato, i costi aggiuntivi generati dalla previsione di prestazioni aggiuntive, nella misura in cui generino consumi aggiuntivi (oltre che sostitutivi delle prestazioni eliminate e/o trasferite ad altro setting assistenziale);

b) dall’altro, le economie conseguibili nei diversi ambiti assistenziali e le maggiori entrate connesse alla partecipazione ai costi sulla quota di consumi aggiuntivi di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

Sin qui non ci sarebbe nulla di preoccupante se non ci fossero – in ogni sede – molte preoccupazioni sul divario preannunciato tra il 771 milioni di euro stanziati e i 3 miliardi di spesa effettiva previsti.

La Prevenzione Primaria, al solito, è enunciata in modo dettagliato nel capitolo “Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica” articolato in 7 aree di intervento con precisi obiettivi di salute umana e animale.

E’ bene ricordare che nei Lea non sono comprese le prestazioni a totale onere a carico del richiedente.

L’epidemiologia, anche se non citata, resta una premessa metodologica per la pianificazione della prevenzione.

Sono almeno tre, su sette, le aree di intervento di interesse veterinario:

A – Sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie

D – Salute animale e igiene urbana veterinaria

E – Sicurezza alimentare e tutela dei consumatori

Le attività di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare negli ultimi quindici anni (dalla stesura dei precedenti Lea) hanno avuto molte innovazioni essendo per la gran parte definite e cogenti per l’incessante subentrare di norme sovranazionali di origine europea tramite gli organismi della Commissione e di disposizioni che derivano addirittura da organismi di livello mondiale quali l’OIE, il Codex Alimentarius, l’Efsa, l’Emea, ecc.

La stesura di nuovi Lea, quindi, raccoglie per sommi capi i campi di intervento dei medici veterinari pubblici senza molto dire rispetto alle specifiche e ineludibili attività previste quali compiti di istituto obbligatori.

Tuttavia, il provvedimento tiene conto di alcune innovazioni strettamente nazionali.

Innovativo, infatti, è il Lea “Soccorso agli animali a seguito di incidente stradale”, che discende dal nuovo Codice della strada e che – come noi chiedemmo – doveva essere ricompreso nei Lea per non lasciare i Veterinari ASL di fronte a un obbligo deontologico e giuridico di soccorso animale senza avere la possibilità di effettuare tale intervento – anche il più elementare – senza incorrere nel rischio di vedersi contestato il “danno erariale” o l’arbitrario esercizio della professione clinica in orario di pronta reperibilità, laddove non fosse stato previsto da disposizioni locali che il veterinario pubblico doveva assumersi tale complessa responsabilità anche avvalendosi di risorse pubbliche per effettuare il pronto soccorso in modo appropriato.

Da questo nuovo compito d’istituto, ancora privo di un’impostazione metodologica pienamente condivisa e condizionato dalla diversità urbana/rurale delle condizioni applicative nasceranno – come spesso accade – le più svariate ipotesi organizzative.

Altro aspetto delle funzioni veterinarie definitivamente consolidato riguarda la “valutazione comportamentale dei cani morsicatori e aggressivi ai fini della tutela dell’incolumità pubblica”. L’argomento attribuisce finalmente ai servizi veterinari il compito di certificare le caratteristiche comportamentali dei cani. Questa attività sarà oggetto di impegno della ricerca e della prassi veterinaria pubblica e anche in questo ambito occorrerà perseguire un approccio quanto più uniforme possibile.

Una nuova e reiterata funzione riguarda la “rendicontazione” delle attività ai cittadini, agli operatori sanitari e alle istituzioni delle attività svolte dai servizi. Un compito che spesso è stato relegato nel campo della buona volontà o della libera iniziativa e che, invece, diventa sempre più basilare per “far sapere” ciò che si sa fare e si sta facendo.

Infine, emerge chiaramente l’importanza dell’intervento veterinario nelle attività informative e divulgative presso gli Osa, presso gli allevatori e presso i cittadini consumatori o detentori di animali…..

Continua a leggere sul sito Sivemp nazionale

12 luglio 2016 

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