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Nuovo assetto organizzativo Ulss. Fvm Veneto: no ad accordi decentrati in mancanza di un’intesa regionale

logofvmComunicato Fvm Veneto. Nell’ambito del nuovo assetto organizzativo delle Ulss previsto dalla legge 19/2016 le aziende costituende hanno iniziato a definire accordi con il personale del comparto sulle modalità di gestione dei trattamenti accessori relativi ai fondi aziendali. Negli accordi si fa riferimento ad un’intesa regionale precedentemente siglata tra le parti che viene automaticamente traslata sulla dirigenza. Alla scrivente sigla non risulta siano intercorsi accordi regionali per la gestione dei trattamenti accessori della Dirigenza medica in sede decentrata. Esprimiamo pertanto disappunto e censura sulle modalità operative adottate dai direttori generali e commissari anche se ne condividiamo il merito conforme alle linee di indirizzo regionali. Chiediamo pertanto che la Regione in difetto di un’accordo  con le organizzazioni sindacali della dirigenza intervenga affinchè non si dia corso ad accordi decentrati che millantino da parte dei direttori generali-commissari la presunzione d’intesa come presupposto negoziale.

Sulla stesso tema riportiamo di seguito anche la comunicazione di Anaao Veneto

Nell’ambito del nuovo assetto organizzativo delle ULSS, previsto dalla Legge n. 19/2016, le Aziende Sanitarie (quelle incorporanti e quelle incorporate) in questi giorni hanno iniziato a definire due tipologie di accordi, in alcuni casi erroneamente legati l’uno all’altro.

Il primo accordo si riferisce alle modalità di gestione dei trattamenti accessori aggiuntivi, previsti per il personale del comparto da una recente intesa regionale con queste. In tale intesa vengono stanziate delle somme derivanti da risparmi di spesa, in conseguenza della riorganizzazione, al fine di creare le condizioni per ridurre le disomogeneità stipendiali esistenti all’interno delle nuove Aziende.

Con il secondo accordo aziendale si chiede alle OO.SS. di accettare la proposta di prosecuzione degli accordi integrativi in essere nelle Aziende fino alla definizione di una nuova intesa aziendale omogeneizzante e comunque non oltre il 30 settembre 2017, salvo diversi accordi regionali.

Sul primo non abbiamo avuto informazioni dirette dall’Assessorato regionale, ma lo abbiamo appreso dalla stampa e siamo sorpresi negativamente dall’atteggiamento della Regione che sullo stesso problema prevede comportamenti diversi (figli e figliastri!).

Sul secondo accordo proposto, non si è avuta nessuna preventiva informazione attuativa esaustiva a livello regionale sulle problematiche e atti necessari, conseguenti alla nascita delle nuove Aziende. L’unica informazione generica è avvenuta il 7 novembre, dove la Regione ha comunicato che vi sarebbero state alcune problematiche attuative da risolvere sulle quali stavano riflettendo e si riservavano di assumere decisioni in merito.

Anche in questo caso siamo sorpresi dall’atteggiamento imperioso delle Direzioni Aziendali in merito alla sottoscrizione del suddetto accordo, pena l’attuazione “di quanto normato dal combinato-disposto Legge Regionale – Codice Civile“. Tutto questo in assenza di una dovuta informazione esaustiva preventiva da parte della Regione nei riguardi delle OO.SS. della Dirigenza del ruolo sanitario.

In questo caso vi è stato, fino ad ora, un mancato rispetto dei principi basilari del sistema delle relazioni sindacali.

In considerazione di quanto sopra esposto, vi invito a non sottoscrivere quest’ultimo accordo fino a quando la Regione non abbia assolto al dovere di informazione sui motivi e le ricadute dell’accordo proposto.

Contestualmente chiederemo che la stessa si impegni ad attuare un accordo analogo a quello del Comparto anche nei riguardi della Dirigenza del ruolo sanitario.

7 dicembre 2016

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