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Nuovo Coronavirus. Codacons: «In Italia pericolo sottovalutato». Dieci pazienti positivi

Per l’associazione dei consumatori servono misure urgenti a tutela della popolazione. Presentato un esposto in procura in cui si chiede di indagare per epidemia colposa e omissione di atti d’ufficio

“In Italia il pericolo costituito dalla nuova Sars sembra essere stato sottovalutato, come dimostrano itre contagi avvenuti nel nostro paese – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Dal 14 maggio scorso abbiamo chiesto alle autorità sanitarie italiane di attivarsi per evitare il diffondersi della malattia nel nostro paese, ma le istituzioni si sono limitate a rassicurare gli organi di informazione senza adottare misure efficaci a tutela della salute dei cittadini”.

Il Codacons informa poi di aver presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di aprire una indagine per le ipotesi di epidemia colposa e omissioni d’atti d’ufficio, allo scopo di verificare se vi siano responsabilità delle autorità sanitarie in merito ai contagi registrati in Italia.

L’associazione chiede anche l’adozione di misure urgenti a tutela della popolazione, a partire da controlli sanitari per quei soggetti che provengono da zone a rischio e vogliono entrare in Italia o che hanno avuto contatti con persone malate di nuova Sars.

Nuova Sars, una decina di pazienti positivi ai controlli ma senza sintomi

I 3 ricoverati per la Nuova Sars sono in buone condizioni. Controllati, non hanno sintomi. Gli esperti: virus non aggressivo

Sono una decina, finora, le persone risultate positive al test per la Nuova Sars ma completamente asintomatiche. I campioni, ha spiegato oggi il professor Alessandro Bartoloni, responsabile del reparto malattie infettive dell’Aou di Careggi, sono stati inviati all’Istituto Superiore della Sanità per la conferma. I positivi al test, attraverso tampone faringeo, non avendo alcun sintomo, non sono stati ricoverati e restano a casa, ovviamente sotto osservazione. Sono buone anche le condizioni dei tre pazienti ricoverati e messi in isolamento nei giorni scorsi: la collega del primo paziente, il quarantacinquenne giordano, dovrebbe essere dimessa stasera o al più tardi domani. L’uomo e la bambina «stanno bene», hanno i riferito i medici, ma per ora restano ancora ricoverati per motivi precauzionali.

Continuano intanto i test su altre persone, seppur senza sintomi, venute a contatto con i tre pazienti affetti da Nuova Sars. Non è escluso quindi che il numero dei positivi possa ancora salire nelle prossime ore. «Le persone risultate positive al test – prosegue il professore – non sono state isolate e sono a casa perché non presentano alcun sintomo. Continuiamo a prelevare campioni e ad esaminarli per capire fino a che punto il virus si è diffuso». Il comportamento della Nuova Sars sembra aver colto di sorpresa gli esperti. «C’era la convinzione, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – prosegue l’infettivologo -, che il virus si trasmettesse poco e fosse piuttosto aggressivo. Quel che stiamo vedendo finora sembra essere, invece, esattamente il contrario. Lo schema si è ribaltato». «Oltre che a tutela delle persone – spiega il professor Bartoloni – questo studio ci servirà anche a capire quale è la dimensione del fenomeno. L’interrogativo, a questo punto, è: il virus si è modificato o è un altro virus?».

«L’Unità di crisi costituita venerdì scorso – spiega una nota della Regione Toscana – monitora costantemente la situazione clinica ed epidemiologica». L’Unità di crisi è costituita da tecnici dell’assessorato al diritto alla salute, delle due aziende ospedaliero-universitarie di Careggi e del Meyer e dell’azienda sanitaria 10 di Firenze. Nel pomeriggio, a Firenze, il dottor Giuseppe Ruocco, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, ha partecipato, presso l’azienda di Careggi, ad un incontro dell’unità di crisi organizzata dall’assessorato alla salute della Regione Toscana. Incontro diretto dall’assessore alla Salute Luigi Marroni. «Scopo della riunione – si legge in una nota – è stato quello di esporre le strategie, procedure e iniziative assunte dalla Regione Toscana; ciò al fine di riferire al ministro della Salute l’andamento della situazione. Nel pomeriggio di domani è previsto un incontro dell’unità di crisi con gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, al fine di completare la disamina tecnica delle azioni poste in essere».

Sono negativi al secondo test sul virus della “nuova Sars” i campioni di 8 persone entrate in contatto con i tre pazienti affetti dal virus e ricoverati a Firenze, tra cui una bambina di 18 mesi. Lo ha annunciato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. Al primo tampone faringeo il risultato era stato positivo ma gli infettivologi erano dubbiosi perché i pazienti non presentavano alcun sintomo, né tosse né raffreddore. «Non ci sono nuovi casi clinici confermati ma continua la sorveglianza da parte della Regione delle persone entrate in contatto con i pazienti», ha detto ancora Rezza, nel corso di una conferenza stampa, dopo l’incontro tra l’Unità di crisi della Regione e i rappresentanti di Ministero della Salute e Iss. In tutto sono 60 le persone monitorate per essere entrate in contatto con i pazienti affetti da nuova Sars: 40 sono già state sottoposte al test. Lo riferisce l’assessore alla Salute della Toscana, Luigi Marroni. «Si tratta – spiega – di familiari, colleghi dei pazienti e personale sanitario».
«SOTTO CONTROLLO» – «Nessun tipo di allarmismo, la situazione è sotto controllo» conferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, spiegando che le persone venute a contatto con i tre soggetti infettati «stanno tutte bene». I casi conclamati di nuova Sars, ha precisato il ministro, «sono tre e sono sotto controllo. Poi – ha aggiunto – ci sono una serie di persone che hanno avuto contatti con gli infettati e sono anch’esse sotto controllo». La situazione «è costantemente monitorata, e al momento rientra nella casistica che si è già verificata in altri Paesi europei».
NESSUNA MUTAZIONE – Tranquillizza anche Gianni Rezza, secondo cui «non c’è alcuna evidenza di una mutazione del coronavirus responsabile della nuova Sars». Gli esperti si stanno interrogando sul comportamento del virus, che sembra essere più facilmente trasmissibile di quanto si sapesse ma anche meno aggressivo rispetto al passato. «Per poter dire con assoluta certezza che il virus è mutato – spiega Rezza – bisogna sequenziarlo e analizzarlo e per ora ciò non è stato fatto. Per ora possiamo solo dire che non ci sono evidenze scientifiche di una mutazione o di particolare aggressività del virus». Ad ogni modo, aggiunge l’esperto, «i tre casi confermati di pazienti che hanno contratto la nuova Sars sono dei casi lievi».

4 giugno 2013 – Quotidiano sanità e Corriere.it

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