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Nuovo ospedale a Padova Ovest. La Regione va al Consiglio di Stato. Dopo la sentenza del Tar continua la guerra di Palazzo Balbi con «Finanza e Progetti»

Insediata la nuova giunta in Regione, riparte la storia del nuovo ospedale. Il parlamentino di Palazzo Balbi intende ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza con cui il Tar, lo scorso 24 maggio, ha accolto il ricorso di «Finanza e Progetti spa». I giudici amministrativi hanno annullato la delibera nella quale, il 5 agosto 2014, la Regione dichiarava la cessazione dell’interesse pubblico su Padova ovest, ritenendola atto non adeguatamente motivato («difetto di istruttoria e di motivazione»).

E hanno anche respinto le richieste risarcitorie avanzate dalla società che avrebbe dovuto realizzare il project financing precedentemente concordato per un ospedale da mille posti letto, senza campus, da realizzare appunto a Padova ovest: costo 650 milioni di euro.

Nella seduta del 20 luglio scorso, il governatore Luca Zaia ha ricordato alla sua giunta, con apposita informativa scritta, i vari passaggi dell’iter avviato nella passata legislatura, riconoscendo che al momento è fermo al pronunciamento del Tar. «Dovendosi valutare attentamente tale sentenza — recita l’informativa — per verificare le modalità di riapertura del procedimento in ottemperanza alla decisione dei giudici e dovendosi raccordare la Regione principalmente con l’Azienda ospedaliera di Padova, stazione appaltante che il 2 luglio 2015 ha chiesto indicazioni su come procedere, il presidente ritiene di incaricare il vicepresidente (Gianluca Forcolin), avente delega agli Affari legali e contenzioso, a verificare il da farsi — col supporto dell’Avvocatura regionale, dei legali esterni e della Direzione generale Sanità e sociale — per riattivare correttamente il procedimento. E a procedere — ecco il passaggio chiave — alla valutazione dell’opportunità di ricorrere contro la citata sentenza. Incarica l’assessore Roberto Marcato, per il supporto al vicepresidente, nel citato incarico, con riferimento alla cura dei rapporti col Comune di Padova». Documento approvato «con voti unanimi e palesi».

«L’intenzione è di far ripartire al più presto l’iter per dare ai padovani e a tutti i veneti il nuovo ospedale, riferimento italiano e internazionale — spiega Marcato —. Si lavora su due versanti: quello legale, per capire appunto se si possa ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, e quello tecnico. A breve verrà riconvocata la commissione di esperti coordinata da Domenico Mantoan, direttore generale di Sanità e Sociale per la Regione, che alla luce delle novità in corso dovrà indicare l’area più idonea per la costruzione della cittadella della salute. Non è una scelta politica, ma tecnica». A dire il vero la commissione si era già espressa in proposito lo scorso 25 febbraio, scegliendo come prima opzione l’area dell’aeroporto Allegri proposta dall’ex presidente della Provincia Barbara Degani, ora sottosegretario all’Ambiente, e come seconda la zona di San Lazzaro voluta dal sindaco Massimo Bitonci. Scartata Padova ovest, che però la sentenza del Tar ha rimesso in gioco. Intanto il Comune ha sottoscritto un preaccordo con i proprietari dei terreni a San Lazzaro, che prevede la cessione all’amministrazione di 95mila metri quadri più altri 20mila per il campus. Ciò consentirebbe di arrivare ai 400mila metri quadri necessari all’ospedale. «Ho un dubbio — osserva Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd — se non fa il project, la Regione mi dica dove trova i soldi. Qualcuno cominci ad assumersi le proprie responsabilità e a fare delle scelte, invece di continuare a prendere in giro i cittadini, ricominciando tutto daccapo per l’ennesima volta».

Michela Nicolussi Moro – Il Corriere del Veneto – 8 agosto 2015

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