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Nuovo ospedale, Zaia fissa piano e date. «Avremo i terreni gratis entro agosto». Presentato il programma per Padova Est, prima pietra nel 2019. E sulle ombre speculative: «Ognuno risponde per sé»

«Sono 6 anni che dico di voler fare questo ospedale ma sapete come vanno le cose in Italia… è la burocrazia: montagne di carte, l’ufficio complicazioni affari semplici». Luca Zaia annuncia per la prima metà del 2019 l’inizio dei lavori di «quello che non sarà il nuovo ospedale di Padova ma il nuovo policlinico universitario del Veneto» e anticipa così l’obiezione di quanti sono lesti a tirar fuori dagli archivi la sequela di titoli impilatisi negli ultimi anni, rimasti lettera morta: «Via ai lavori nel 2013», «Prima pietra nel 2015», «Nuovo ospedale entro il 2016», «Cantieri aperti nel 2017» (a dirlo, alternativamente, lui o il sindaco della città, Massimo Bitonci).

Stavolta, assicura il governatore, si fa sul serio perché «finalmente abbiamo in mano un cronoprogramma dettagliato, verosimile, che ha già messo nel conto qualche imprevisto». L’ha presentato, nel corso del «comitatone» riunitosi ieri in Regione presenti oltre a Bitonci anche il rettore dell’università Rosario Rizzuto e il presidente della Provincia Enoch Soranzo («Tra noi c’è la massima sintonia»), Luciano Flor, il commissario dell’Azienda Ospedaliera nelle cui mani è finito il delicato dossier, su cui vuole vederci chiaro anche la procura.

«Sono vicende di cui vengo a sapere dai giornali – ha preso le distanze Zaia – non dovete chiedere spiegazioni a me ma alle persone che vengono di volta in volta citate e pare abbiano interessi sulle aree coinvolte. Io guardo da fuori e quel che mi interessa è che la Regione avrà 50 ettari di terreno senza spendere un solo euro, gratis. Il sindaco Bitonci – ha proseguito il governatore – oggi ha fatto un bell’intervento, spiegando esattamente i termini della questione e chiarendo tutti i punti oscuri, a cominciare dalla potenzialità edificatoria di Padova Est che non è stata deliberata dalla sua amministrazione ma da quella precedente. Ciò detto, sia chiaro: io non faccio l’avvocato di nessuno, qui ciascuno risponde per se stesso».

Un ragionamento che vale anche per Tiziano Pinato, dirigente del settore Difesa del suolo della Regione, la cui perizia è all’origine della decisione di spostare il policlinico da Padova Ovest (l’area inizialmente individuata da Comune, Regione, Provincia e università) a Padova Est. A detta del sindaco Bitonci, quella relazione indicherebbe chiaramente l’area di Padova Ovest come a rischio idrogeologico («Un vero e proprio acquitrino») e stimerebbe in 60 milioni i costi per la bonifica, ma oggi è lo stesso Pinato a chiedere in una lettera che il suo «contributo» venga confutato dall’università, visto che «pare che in base esclusivamente a questa relazione» si stanno decidendo spostamenti «con relativi conseguenze economiche e contenzioso» (e cioè la causa multimilionaria annunciata da Finanza e progetti, che avrebbe realizzato l’ospedale a Padova Ovest). «Se Pinato aveva subito pressioni nella compilazione di quella relazione – l’ha liquidato Zaia – come riferiscono alcuni giornali, avrebbe dovuto dirlo all’amministrazione. Se non l’ha fatto, è molto grave. In ogni caso io non inseguo le voci, guardo le carte e le carte mi dicono che Padova Est è un sito più sicuro di Padova Ovest. Senza contare che la questione è stata posta dal Comune, non da noi. Ripeto: a noi arriva il terreno gratis, un gran vantaggio».

Il governatore non sembra preoccupato dalla causa di Finanza e progetti («Non era stato neppure dichiarato l’interesse pubblico… comunque ormai è tema da aule di tribunali, non mi interessa più») mentre quanto al finanziamento, questione centrale visto che si sta parlando di 650 milioni per mille posti letto ma finora mai definita con chiarezza, il «comitatone» ha deciso di nominare un advisory board per individuare la formula migliore. Ad oggi, restano tutte sul tavolo: auto finanziamento (la Regione ha accantonato 150 milioni in 3 anni), finanziamento bancario, finanziamenti da parte della Banca europea per gli investimenti (ci sono già stati alcuni contatti), finanziamento statale ex articolo 20 («Sarebbe imbarazzante che lo Stato si chiamasse fuori da questa partita, che investe la sanità ma anche l’istruzione universitaria e la ricerca») e pure il project financing («Che non è di per sé criminale»). Una decisione andrà presa in fretta visto che stando al cronoprogramma messo a punto da Flor il Comune trasferirà le aree alla Regione con diritto di superficie entro agosto, entro settembre sarà sottoscritto l’accordo di programma, entro aprile 2017 saranno realizzate le opere di urbanizzazione e viarie, a marzo 2018 ci sarà la pubblicazione del bando di gara (l’azienda ospedaliera chiede peraltro la nomina di un commissario straordinario).

In chiusa, Zaia ha affrontato due questioni a corollario: la scelta del nuovo direttore generale dell’Usl, dopo l’addio di Claudio Dario («Lo nominerò la prossima settimana così da garantire un passaggio di consegne sereno») e il futuro dell’ospedale della mamma e del bambino: «È previsto nel nuovo policlinico, non ci sarà alcuna ristrutturazione della attuale Pediatria se non quella necessaria ad affrontare i 5-6 anni che ci separano dal taglio del nastro a Padova Est».

Marco Bonet – Il Corriere del Veneto – 8 giugno 2016 

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