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Nutrie e argini, progetto legge Lega per il contenimento

Affrontare il rischioso proliferare delle nutrie soprattutto lungo argini e canali, contenendo il fenomeno a salvaguardia di un ecosistema al quale questo roditore è originariamente estraneo. Il progetto di legge depositato in Consiglio regionale dalla Lega Nord contempla l’investimento di 250mila euro l’anno dal 2011 al 2013 per contenere l’aumento e la diffusione della nutria, che peraltro in questi giorni post-alluvione sta creando numerosi problemi nelle zone tra il Padovano e il Veronese e alla foce dei fiumi (soprattutto nel Chioggiotto, dove nei giorni scorsi sono stati segnalati roditori da 8 chili).

Il progetto di legge, che ha come primo firmatario il capogruppo Federico Caner, prevede innanzitutto un monitoraggio del fenomeno da parte delle Province, che dovranno presentare alla Giunta regionale il censimento degli esemplari presenti sul territorio e i piani di abbattimento previsti, d’intesa coi sindaci e avvalendosi dell’ausilio della Polizia Provinciale, di agenti venatori volontari, delle associazioni venatorie, dei proprietari agricoli muniti di licenza di caccia. Alle Province sarà in capo anche l’effettuazione di controlli veterinari sulle carcasse e su esemplari vivi, con finalità di prevenzione di ceppi di malattie trasmissibili all’uomo.

Da parte sua, la Regione metterà annualmente a disposizione un fondo di 250.000 euro per sostenere le spese delle operazioni di contenimento della nutria, nota per la trasmissione della leptospirosi, malattia che può essere fatale per l’uomo. “Va ricordato, – spiega Caner – che questi animali non appartengono al nostro ecosistema e lo stanno minacciando – ha proseguito il consigliere del Carroccio – . La nutria ha una grande capacità di adattamento all’ambiente e un elevato potenziale riproduttivo e pertanto deve essere costantemente controllata negli anni. La sua caratteristica è poi quella di creare dei cunicoli sotterranei che distruggono rive ed argini, creando infiltrazioni ed aumentando il rischio che gli stessi si rompano quando cresce il volume dei fiumi. Ovviamente per combattere le inondazioni serve un piano idrico importante, ma quella del contenimento delle nutrie è un’esigenza che il territorio sente e che non possiamo ignorare”.

 

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