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Ogm, no ai diritti di veto nazionali. Il Parlamento Ue boccia la proposta di Bruxelles su nuove regole per le importazioni

mangimiriginalIl Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha respinto ieri il provvedimento negoziato dalla Commissione europea e dal Consiglio europeo relativo all’importazione e alla commercializzazione in Europa degli organismi geneticamente modificati (Ogm). L’assemblea parlamentare ha chiesto all’esecutivo comunitario di presentare una nuova proposta. Per tutta risposta la Commissione ha deciso di proseguire il negoziato sul testo attuale. Il provvedimento – respinto dal Parlamento con 579 no, 106 sì e 5 astensioni – prevedeva di lasciare ai paesi la possibilità di autorizzare l’importazione e la commercializzazione di prodotti alimentari per le persone o gli animali. Tutti i gruppi parlamentari si sono opposti a questa misura, citando rischi per il mercato unico. L’europarlamentare popolare italiano Giovanni La Via ha spiegato che la conseguente reintroduzione del controllo alle frontiere avrebbe penalizzato l’Unione.

La questione degli Ogm è controversa. Molti paesi sono contrari, altri sono a favore. Le pubbliche opinioni sono divise. Pur di risolvere la questione, il testo concordato da Commissione e Consiglio prevedeva la possibilità per gli stati membri di bloccare l’importazione e la commercializzazione di Ogm. La proposta, presentata in aprile, era stata preparata sulla falsariga di un altro testo che autorizza la coltivazione di Ogm nell’Unione, demandando però la scelta finale a livello nazionale.

«Credo – ha detto il deputato La Via, presidente della Commissione Ambiente (sua la raccomandazione a respingere la proposta) – che questa proposta potrebbe avere conseguenze negative sull’agricoltura comunitaria, che dipende fortemente dalle forniture di proteine provenienti da fonti Ogm, e potrebbe anche avere effetti negativi indiretti sulle importazioni. Infine, sussistono preoccupazioni circa la possibilità che questa proposta possa essere applicata, poiché non ci sono controlli alle frontiere nell’Unione».

Il provvedimento di Bruxelles era stato criticato da molti. Associazioni di categoria avevano messo l’accento sui rischi per l’agricoltura europea, mentre organizzazioni di difesa dei consumatori avevano sottolineato i pericoli di una grave segmentazione del mercato unico. A dire il vero il tentativo di Bruxelles era di quadrare il cerchio: consentire la coltivazione degli Ogm, permettendo nel contempo ai paesi di bloccarne la commercializzazione.

Per tutta risposta, il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha spiegato che la Commissione non ritirerà la proposta. Questa sarà ora discussa dai ministri. Sempre su temi agricoli, il Parlamento ha anche approvato in prima lettura la semplificazione delle procedure di autorizzazione per mettere sul mercato i cosiddetti nuovi alimenti – insetti o i nanomateriali, ma anche funghi, alghe e nuovi coloranti. La decisione passa ora al vaglio del Consiglio.

Beda Romano – Il Sole 24 Ore – 29 ottobre 2015 

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