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Omicron BA.2.75 è la nuova sotto-variante del Covid, già individuata. È in corso l’analisi delle mutazioni che la fanno sembrare più contagiosa ancora di BA.5

È in corso l’analisi delle mutazioni che la fanno sembrare più contagiosa ancora di BA.5 e più capace di superare la barriera di anticorpi creata da vaccini e precedenti infezioni. Il virus continua a cambiare

Gli studi degli epidemiologi e dei genetisti che seguono il SARS-CoV-2 sono tesi a scoprire e analizzare i dati dei genomi depositati a livello globale (ad esempio su GISAID, piattaforma internazionale di raccolta di genomi di SARS-CoV-2 sequenziati) per individuare la prossima variante che potrebbe fare impensierire.
Tutte le varianti in circolo al mondo ormai sono sottolignaggi di Omicron. In particolare, dopo alcune settimane di prevalenza di BA.2, BA.5 sta prendendo il sopravvento (anche in Italia, dove si registra una prevalenza del 60,71% secondo i recenti dati I-Co-Gen).

In questi giorni, però, gli occhi degli studiosi sono puntati su un sottolineaggio che non deriva da BA.5, bensì da BA.2 ed è stato classificato come BA.2.75. È questa una variante con potenzialità per preoccupare e quindi da monitorare da vicino. Si noti che si parla ancora soltanto di pochissimi casi confermati, al 4 luglio una quarantina, ma, a parte un gruppo più numeroso in India, la distribuzione geografica è già internazionale (con Australia, Canada, Germania, UK e Nuova Zelanda che hanno depositato almeno una sequenza), il che farebbe escludere errori di sequenziamento.

L’analisi della variante in questione è stata fatta nel dettaglio da Tom Peacock, virologo del Department of Infectious Disease all’Imperial College di Londra: BA.2.75 possiede 45 mutazioni in comune con BA.5 e 15 peculiari. Tra queste, 8 mutazioni nella spike (BA.5 ne ha «solo» 3). In particolare, differisce in modo apprezzabile rispetto al «genitore» BA.2 con due mutazioni chiave: G446S e R493Q. G446S, sintetizzano gli scienziati del Laboratorio di Evoluzione Proteine e Virus del Fred Hutch (Usa), è in uno dei più potenti siti di fuga dagli anticorpi indotti dagli attuali vaccini che ancora neutralizzano BA.2.

La previsione per BA.2.75 è quindi ancora una maggior facilità a superare la barriera di anticorpi creata dai vaccini o da una recente infezione da Covid. Tuttavia, G446S avrà un effetto minore sugli anticorpi delle persone con una precedente infezione prodotta da BA.1. Pertanto, il vantaggio antigenico di BA.2.75 rispetto a BA.2 sarà più pronunciato nelle persone che non hanno avuto esposizione a BA.1.

Silvia Turin, Il Corriere della Sera

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