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Ora Financial Times boccia governo Monti: incapace risollevare l’Italia

Per il quotidiano londinese, il premier è focalizzato solo sulla scena internazionale e trascura i problemi interni del Paese. Governo litigioso e burocrazia radicata bloccano le riforme

“Un governo litigioso, una burocrazia radicata e inestirpabile e un primo ministro focalizzato solo sulla scena internazionale”. Giudizi al vetriolo quelli che il Financial Times ha dedicato a Mario Monti.

“I problemi interni del BelPaese sembrano crescere e andare oltre la capacità del suo governo tecnocrate di risolverli, anche in vista dell’aggravarsi della crisi del debito nell’Eurozona”: una vera e propria stroncatura.

Insomma, per il quotidiano economico londinese, il presidente del Consiglio trascura l’Italia e si concentra troppo sul resto.

Ma non è l’unica critica del giornale della City. L’editoriale di Guy Dinmore pone l’accento sui dissidi in seno all’esecutivo, citando lo scontro tra il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera e i suoi colleghi di governo sul pacchetto di misure per lo sviluppo. Pacchetto utile per tirar fuori l’Italia dalla spirale recessiva, pacchetto rinviato però per la seconda volta.

Il quotidiano cita poi un funzionario governativo che, sotto anonimato, palesa i suoi timori: “Oggi è un po’ un tutti contro tutti, ho paura che si stia entrando nella fase tre della vita dell’esecutivo, quella delle recriminazioni, dopo un iniziale luna di miele e il successivo ritorno alla vita vera”.

Secondo il FT, Mario Monti ha cercato di limare le contrapposizioni interne ma un consigliere del governo, che ha chiesto di non essere identificato, ha detto che il vero problema era che il premier aveva perso interesse per le questioni interne, mentre la sua attenzione si è fissata sul suo ruolo crescente nel coordinare le risposte politiche alla crisi del debito della zona euro dall’Unione europea al Gruppo dei Sette paesi industrializzati.

L’analisi del quotidiano continua implacabile: “L’Italia è nelle mani di burocrati che stanno combattendo il cambiamento e di un primo ministro che non si decide a fare i passi decisivi”. Risultato? Un’occasione persa di fare le riforme necessarie.

Infine, conclude il Ft, “i mercati si renderanno conto ad un certo punto che l’Italia non ha fatto molto” in termini di riforme. E forse se ne sono già accorti.

Le preoccupazioni del Ft vertono sulla riforma delle pensioni, su quella del mercato del lavoro, sull’accondiscendenza di Monti nei confronti dei partiti politici e sul fatto che i piani per tagliare la spesa pubblica non siano ancora definiti. Vengono poi citati i tassi di rendimento sui Bot a 10 anni, saliti di recente di nuovo al 6 per cento, il calo di gradimento nei confronti di Monti e la pressione fiscale che comincia a farsi sentire.

Per il quotidiano finanziario “la capacità del governo di spingere importanti, ma impopolari, riforme strutturali in Parlamento si indebolirà”.

Il Giornale – 7 giugno 2012

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