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Ora negli ospedali padovani si potranno regalare le ferie ai colleghi che hanno bisogno. L’Usl 6 è il primo ente a firmare il protocollo per i dipendenti

Angela Tisbe Ciociola. Un figlio malato a casa. La necessità di assentarsi dal lavoro per potergli stare vicino e il dilemma di non sapere come fare quando si è dato fondo a tutte le ferie. Un dramma cui, purtroppo, si assiste spesso nelle diverse aziende, e per il quale l’Usl 6 Euganea ha ideato la Banca delle ferie solidali. Il protocollo è stato firmato ieri mattina dal direttore generale Domenico Scibetta e dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fsi e Nursing Up. Si tratta di una piccola rivoluzione nel settore sanitario: per la prima volta, infatti, una Usl, e una delle più grandi del Veneto con circa 7800 dipendenti e cinque ospedali, sperimenta un sistema di donazione anonimo e volontario di ferie a favore dei lavoratori in difficoltà.

Il regalo di giorni di ferie ai colleghi non è una novità. Lo scorso Natale da Marostica, nel Vicentino, era arrivata la commovente storia di Michela, mamma di Nicole, sei anni e gravemente malata di tetraparesi spastica, che dopo aver fatto ricorso a congedi e ferie anticipate, è stata soccorsa dai colleghi della Brenta Pmc di Molvena. Un gesto che le ha permesso di stare accanto alla sua piccola durante i suoi ultimi giorni di vita. Nel giro di pochi mesi, questo gesto di generosità si è ripresentato alla Unicomm di Dueville, dove 173 lavoratori hanno regalato un giorno di ferie a testa alla collega colpita da aneurisma. A marzo, infine, c’è stato il caso di una nonna dipendente della Fondazione Marzotto di Valdagno che, dopo aver perso la figlia in un incidente, ha dovuto assentarsi dal lavoro per stare vicino alla nipotina rimasta gravemente ferita nello schianto. L’istituto delle «ferie solidali», d’altra parte, è previsto anche dal Jobs Act, ma a Padova per la prima volta nel settore sanitario questo sistema viene regolamentato da un accordo sottoscritto tra direzione e sindacati. In un ambiente di lavoro che ogni giorno ha a che fare con malattia e drammi familiari, si cerca quindi di tendere una mano a chi tragedie simili le vive anche sulla propria pelle.

La Banca, consentirà a infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e amministrativi con contratto sia a tempo determinato che indeterminato di privarsi di una parte dei giorni liberi retribuiti. Dal punto di vista pratico, sarà possibile donare le proprie ferie dal prossimo 1 gennaio. Non potrà essere intaccato il periodo minimo legale di ferie, fissato a 20 o 24 giorni, indispensabile per recuperare le energie spese durante il lavoro. Ad essere regalati, quindi, saranno tutti i giorni maturati oltre questo limite obbligatorio. La donazione potrà essere fatta ad personam, rivolta direttamente a un preciso lavoratore, sempre però sotto forma anonima. Oppure i giorni potranno essere affidati alla collettività e lasciati in sospeso, fino al giorno in cui un collega bisognoso non ne faccia richiesta. «L’applicazione della normativa con l’introduzione dell’istituto delle ferie solidali – spiega il direttore generale Scibetta – costituisce un importante strumento a beneficio dei dipendenti bisognosi di giustificativi di assenza in numero superiore a quanto contrattualmente previsto per assistere i figli minori in particolari condizioni di svantaggio, ed è un atto concreto per sollecitare la solidarietà tra colleghi, agevolando comportamenti virtuosi nell’ottica del benessere organizzativo aziendale. I dipendenti sono la nostra risorsa più preziosa e il loro star bene – conclude Scibetta – anche a livello familiare per noi è un valore aggiunto sul piano umano, oltre che un obiettivo strategico».

Il Corriere del Veneto – 24 ottobre 2017

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