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Orario di servizio. Dopo il tentativo di conciliazione in Prefettura Fvm mantiene lo stato di agitazione: senza una modifica del Pssr in Consiglio sarà sciopero

Dopo il confronto tra le parti in Prefettura a Venezia, la Federazione veterinari e medici ha deciso di mantenere lo stato di agitazione e di riservarsi la proclamazione dello sciopero all’esito dell’approvazione del Pssr in Consiglio regionale in base al contenuto della norma contestata sull’orario di servizio 

Si è tenuto ieri mattina in Prefettura a Venezia, alla presenza del viceprefetto Laura Maria Motolese, che ha ascoltato con grande attenzione le ragioni del sindacato, il tentativo di conciliazione sulla vertenza in atto tra la Federazione veterinari e medici e la Regione Veneto. Al centro del contenzioso la decisione di quest’ultima di modificare unilateralmente nel Pssr il Ccnl della dirigenza veterinaria, estendendo l’orario istituzionale alle ore notturne e festive in contrasto con ciò che dispone la contrattazione collettiva nazionale, deputata a regolare l’orario di lavoro (orario che non può essere modificato con una legge regionale). L’iniziativa della Regione aveva indotto Fvm alla proclamazione dello stato di agitazione.

Per il sindacato erano presenti Mauro Gnaccarini,vicesegretario nazionale, Franco Cicco, segretario regionale e Maria Chiara Bovo della segreteria dell’Ulss 6. Per la Regione erano presenti i dirigenti Claudio Costa e Giorgio Rizzardi.

Un confronto franco in cui state esposte con pacatezza e fermezza le ragioni delle parti. I rappresentanti di Fvm hanno riferito le motivazioni della protesta, ricordando le criticità connesse alla carenza degli organici delle Ulss e contestando il tentativo di introdurre nel Pssr la possibilità di modificare unilateralmente il Ccnl della dirigenza veterinaria. In particolare hanno evidenziato come l’articolo 12 del Piano in discussione in consiglio regionale preveda la possibilità di espletare l’orario di lavoro istituzionale durante le ore notturne e festive, necessità nata dall’esigenza di assicurare il controllo in occasione delle macellazioni che, per fini commerciali, avvengono sempre più in orario notturno. Ma, ha sottolineato Fvm, il Ccnl vigente distingue l’orario di lavoro dei veterinari da quello dei medici (i quali per assicurare le prestazione h24 godono di specifiche tutele).  Da qui la ferma convinzione dei rappresentanti sindacali che la questione debba essere disciplinata nell’ambito della discussione in corso sul rinnovo del Ccnl e non dalla legge regionale.

Di diverso parere i rappresentanti regionali secondo cui l’emendamento proposto non si sostituirebbe al Contratto ma espliciterebbe un potere organizzativo in capo alle Ulss che sarebbe previsto dall’articolo 14 comma 8, asserendo che il controllo previsto in occasione delle macellazioni rientrerebbe nelle prestazioni obbligatorie.

Interpretazione della norma contrattuale contestata da Fvm che ha evidenziato come l’obbligatorietà delle prestazioni di controllo non implichi che gli imprenditori abbiano il diritto soggettivo di svolgere le macellazioni in orario notturno.

Al termine dell’incontro Fvm ha deciso di mantenere lo stato di agitazione, riservandosi l’indizione dello sciopero all’esito dell’approvazione in Consiglio regionale della norma del Pssr in questione e tenendo conto del suo contenuto.

Il viceprefetto, dal canto suo, ha invitato le parti a una riflessione.

La Regione deve attenersi al Contratto Nazionale. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro può essere migliorato nelle sedi deputate, ma non può essere destrutturato e demolito con una volontà politica regionalistica”. Ha dichiarato il presidente di FVM, Aldo Grasselli che ha concluso: “Non si possono accettare interpretazioni del contratto a seconda delle esigenze, volontà e convinzioni particolari di ogni regione. FVM Nazionale è al fianco dei colleghi Veneti nel contrastare una modifica unilaterale del contratto a vantaggio esclusivo dei produttori, senza che si tenga conto delle proposte avanzate dai medici veterinari in varie occasioni. Se sarà alla fine necessario, potremmo dare valenza nazionale allo sciopero regionale, per chiarire che i contratti nazionali si rispettano e che le condizioni di lavoro dei veterinari e dei medici del SSN sono materia di diritto e non di volontà regionalistiche”.

 

A cura Ufficio stampa Fvm Veneto

12 dicembre 2018

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