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Ordini, stato di agitazione delle professioni per stop al Ddl

Dopo il blocco («l’ennesimo» si legge in un comunicato) nell’iter di approvazione del disegno di legge 1142 per l’introduzione degli ordini nelle professioni sanitarie, il Conaps (Coordinamento nazionale delle professioni sanitarie) ha deciso una serie di azioni da condurre entro l’anno, iniziando immediatamente lo stato di agitazione che dovrebbe sfociare in una grande manifestazione.

Sono state inviate lettere a tutte le figure istituzioni coinvolte, tra cui i capigruppo del Senato, la presidenza del Senato, la relatrice del provvedimento, sen Laura Bianconi e al ministro Fazio. «In questa azione di rivendicazione legittima di un provvedimento che aspetta da 17 anni di essere approvato – sottolinea il Conaps – sono coinvolti anche la Federazione italiana per il superamento dell’Handicap (FISH) e CittadinanzaAttiva, oltre che tutti i presidenti dei collegi (Infermieri e ostetrici)».

«Nel denunciare l’ennesima incapacità della classe politica di produrre leggi utili ed eque come quella sull’istituzione degli Ordini professionali in ambito sanitario – annunciano Antonio Bortone e Tiziana Rossetto, presidente e vicepresidente Conaps – cogliamo l’occasione per annunciare a tutti, politici, iscritti alle associazioni coinvolte, e soprattutto ai cittadini, che le professioni sanitarie non intendono subire passivamente questo stato di cose, questo stallo legislativo ingiustificato e lesivo della salute delle persone».

Quattro le missive più importanti.

La prima è quella al capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri: «.. le chiediamo di dimostrare coerenza e responsabilità politica nel far riprendere l’iter del provvedimento in questione. Cittadini esposti al violento esercizio abusivo della professione sanitaria e tutti i Professionisti ancora beffati e discriminati rispetto al restante mondo intellettuale, non hanno più tolleranza e sopportazione da esercitare. È una legge non onerosa, equa e soprattutto prevista anche all’art 3 della manovra economica di recente promulgazione. Il processo di liberalizzazione delle professioni non può essere un reale motivo di ripensamento: in Europa, dove questo processo è già in atto, le professioni che operano per la salute sono ordinate e regolamentate! Basta prenderci in giro! Qualora non servisse più il sistema ordinistico per come funziona in Italia, si abolissero subito tutti gli Ordini. In caso contrario, anche in attesa di un eventuale processo riformistico, si istituissero gli Ordini mancanti, come previsto dal Ddl1142, attesi da oltre vent’anni per una colpevole responsabilità bipartisan. Questa volta, ritardi e rimandi non potranno passare senza serie conseguenze».

La seconda è quella inviata al Sen Roberto Calderoli: «. è un provvedimento che porta due firme prestigiose della sua compagine di partito: senatrice Boldi e senatore Rizzi. La Lega perciò è stata la protagonista principale di questo Ddl, doveroso rimedio dopo il vanificarsi, per ben due volte ed in perfetta responsabilità bipartisan, della delega affidata al Governo dalla Legge 43/06».

La terza è alla relatrice Sen. Laura Bianconi: « . la ringraziamo per tutto il lavoro fin qui svolto e ben apprezziamo gli sforzi fatti per superare i non pochi ostacoli che ha dovuto affrontare nel proseguo dell’iter parlamentare, in qualità di relatrice del Ddl 1142. Abbiamo attentamente letto il resoconto d’aula ed abbiamo ben chiare le responsabilità politiche che si sono delineate. La invitiamo, a questo punto, di procedere con uno scatto di ulteriore coraggio e determinazione nello smascherare tattiche e logiche soggette ad influenzamenti di parte. Cittadini e Professionisti attendono di vedere come andrà a finire. Un Politico incapace di decidere per il bene del Sistema sociale è un politico che nuoce allo stesso sistema e dev’essere neutralizzato, ponendolo in una condizione di diverso status. Sentendoci al suo fianco, la incoraggiamo a procedere, serrando i tempi, presentando l’emendamento “corretto” ed affrontando il voto d’aula; saranno palesi le responsabilità, come già resosi evidente dal nutrito ed articolato dibattito. Questa volta la nostra determinazione non consentirà alcun abbassamento dei toni e soprattutto dell’attenzione. I fatti premieranno e bocceranno realmente. La valutazione è un atto ineludibile della prestazione sanitaria; si tratterà di adottare strumenti di valutazione diversi ma il risultato non cambierà. Finora grazie del suo impegno e della sua indubitabile onestà».

La quarta, infine è quella inviata al ministro, Ferruccio Fazio al quale il Compas ha chiesto un incontro urgente: «.. le riconosciamo impegno e dedizione sull’iter del Ddl finora svolto; per questo motivo desideriamo rappresentarle la nostra convinta preoccupazione davanti al rischi che possa vanificarsi il lavoro fin qui svolto e desideriamo ribadirle la nostra ferma determinazione ad intraprendere qualsiasi forma di protesta, qualora l’iter dello stesso Ddl non dovesse riprendere celermente. Sa bene che al nostro fianco ci sono soprattutto i Cittadini, destinatari indifesi del fenomeno d’esercizio abusivo in sanità, per il quale, l’approvazione del Ddl, rappresenterebbe un valido strumento di deterrenza».

20 settembre 2011 – sanita.ilsole24ore.com

 

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