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Orsa abbattuta in Trentino. Boato: «Spero si blocchi la norma di attuazione». L’ex parlamentare: «Un boomerang politico». Il silenzio del Pd

«Un boomerang». Tale è, per Marco Boato, la decisione di abbattere l’orsa Kj2. L’effetto di ritorno, per l’esponente dei Verdi del Trentino, si ripercuoterà su Ugo Rossi «ma anche sulla coalizione di centrosinistra autonomista». Critiche anche le opposizioni, con Claudio Cia a denunciare le «tante bugie di Rossi e Dallapiccola» e Rodolfo Borga scettico sul progetto Life Ursus: «È stato un errore».

«Cronaca di una morte annunciata», l’abbattimento di Kj2 per i Verdi è stata «una scelta sbagliata, che si sarebbe potuto e dovuto evitare, ricorrendo, se necessario, alla cattura». «Non mettendo in gabbia l’orsa — precisa Boato — ma eventualmente in un ampio recinto». A ogni modo la decisione del governatore «ha sollevato reazioni in tutta Italia e a livello locale credo possa essere un boomerang da un punto di vista politico — chiosa l’ex parlamentare — e mi auguro comporti una battuta d’arresto per la norma di attuazione, della quale, fra l’altro, nessuno ha visto il testo, che trasferirebbe le competenze in materia di orsi a livello locale». «I Verdi non sono in giunta nè in consiglio provinciale — aggiunge Boato — ma credo sia giusto che all’interno della coalizione di cui facciamo parte si manifestino delle riserve, visto che nessuno, nel centrosinistra, sta prendendo una posizione critica».

E in effetti, dal Pd trentino, il principale partito della maggioranza, non si leva una voce. Tra chi è in vacanza e preferisce non esprimersi, chi era assente all’ultima riunione di giunta e chi, contattato, non risponde, nessuno non solo non prende una posizione critica, come sottolineato da Boato, ma nemmeno difende la decisione del presidente. Furbizie.

Una scelta condivisa, invece, da Rodolfo Borga: «Che l’orso fosse pericoloso è dimostrato dagli attacchi — afferma — e Civica trentina ha sempre chiesto alla Provincia di porre come obiettivo prioritario la sicurezza delle persone». Altro è il discorso su Life Ursus: «Doveva prevedere ab origine la possibilità di contenere, anche mediante la caccia, il numero degli esemplari in relazione all’estensione e all’antropizzazione del territorio».

«Di Rossi e Dallapiccola non ci si può fidare — attacca invece Cia — sembrava che l’abbattimento fosse l’extrema ratio, invece era premeditato ed è stato attuato a prescindere».

Per Sergio Divina (Lega nord), infine, «i problemi nascono dalla mancata decisione di stabilire un numero limite di orsi che il Trentino avrebbe potuto contenere».

Il Corriere del Tentino – 15 agosto 2017

 

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