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Ospedale, interviene il Bo: «L’ipotesi nuovo su vecchio era e resta impercorribile». Plebani: «L’università non ha cambiato posizione su Padova Est»

Era solo questione di tempo. E infatti, a quattro giorni dal ballottaggio di domenica prossima, la politica padovana torna a dividersi sul nuovo ospedale. Una costante che si trascina da anni, a differenza di quanto succede a Verona e Treviso. Dove, quando si parla di salute, si rema sempre tutti dalla stessa parte.

E allora riecco, da un lato, l’ex sindaco leghista Massimo Bitonci con i colleghi di partito Luca Coletto e Fabrizio Boron; dall’altro, il tandem di centrosinistra formato da Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni che ha riaperto il dibattito sulla Sanità proponendo di abbandonare la strada di Padova Est e tornare al cosiddetto «nuovo su vecchio». La botta ieri è partita da Bitonci: «Per quanto riguarda il nuovo ospedale non esistono soluzioni alternative a Padova Est. In proposito c’è un accordo di programma già firmato da Regione, Università e Azienda Ospedaliera: quando tornerò sindaco, lo sottoscriverà anche il Comune». Sull’ipotesi illustrata da Giordani e Lorenzoni, l’ex sindaco è categorico: «Siamo di fronte a due dilettanti allo sbaraglio. Quando tre anni fa ero io a proporre il nuovo su vecchio, il Pd diceva che si trattava di un progetto al ribasso e che avrebbe compromesso l’eccellenza della sanità padovana. Oggi invece il Pd tace e acconsente». Poi Bitonci ha mostrato un verbale del 2014, dove l’ex rettore del Bo Giuseppe Zaccaria affermava che «c’è un’indisponibilità dell’Università per il nuovo su vecchio» e l’ex presidente della Scuola di Medicina Santo Davide Ferrara sottolineava che restare in via Giustiniani «equivarrebbe a voler cambiare il motore dell’aereo in volo, con la conseguenza di far precipitare l’aereo e di innescare la moltiplicazione geometrica della mala sanità». Sul documento ci sono anche le firme di Rosario Rizzuto, oggi rettore del Bo, e di Mario Plebani, oggi presidente di Medicina.

Per Lorenzoni «nel 2014 le carte in tavola erano diverse. Ho parlato con i vertici dell’Ateneo e ho verificato che la nostra soluzione risponde a tutti i loro vincoli». Rizzuto non commenta, ma non nasconde il fastidio per le polemiche di queste ore. Chi parla invece è Plebani che va giù dritto: «L’ipotesi nuovo su vecchio non è percorribile, il documento del 2014 non è mai stato messo in discussione e non abbiamo più affrontato il tema, non capisco perché qualcuno cerchi di tirarci per la giacca affrontando la questione in modo semplicistico. A prescindere da chi vincerà le elezioni, bisogna mettere da parte le posizioni tendenziose e fare sistema». «Per quanto mi riguarda non è cambiato nulla in questi anni – aggiunge Ferrara -. La comunità ha bisogno di una struttura con presupposti, caratteristiche e finalità incompatibili con l’area attuale, dove non c’è la superficie di 500 mila mq che abbiamo chiesto». Insomma, il Bo non cambia posizione: serve un’area grande e nuova che è stata individuata in Padova Est. A maggior ragione adesso dopo che lo spostamento voluto da Bitonci dai terreni di Padova Ovest individuati allora dalla giunta di centrosinistra di Flavio Zanonato ha già fatto perdere tempo e che la nuova diatriba innescata dal centrosinistra rischia di farne perdere ancora. Non va infatti dimenticato che la procura ha archiviato l’inchiesta aperta dopo un esposto del deputato Pd Alessandro Naccarato e che di fatto quello che manca è solo una firma del Comune.

Non a caso ieri Coletto, assessore regionale alla Sanità, ha puntualizzato che «il nuovo su vecchio è già stato analizzato e scartato». «Se ci arrivasse un’ulteriore proposta in tal senso, la rispediremmo al mittente», ha concluso lasciando la parola a Boron, presidente della commissione regionale Sanità, che ha lanciato un sospetto: «Non vorrei che il candidato del Pd avesse prodotto questa boutade per farsi dire no dalla Regione e rispolverare così l’area di Padova Ovest tanto cara al suo partito».

La replica di Giordani e Lorenzoni non si è fatta attendere: «Negli ultimi cinque anni la Regione ha speso più di 200 milioni per ammodernare l’attuale ospedale, senza contare i 50 già stanziati per la nuova Pediatria. Si può dire che il nuovo su vecchio sia già realtà, mentre Padova Est esiste solo sulla carta. Manca la disponibilità delle aree private, il progetto, la variante urbanistica, lo studio di sostenibilità idraulica e le risorse». Poi, da solo, ha preso la parola Giordani: «La nostra ipotesi costerebbe 200 milioni di euro contro i 600 e passa del nuovo promesso da Bitonci»

D.D’A. -A.M. – Il Corriere del Veneto – 21 giugno 2017

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