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Ospedale Padova, Mps rischia di far saltare l’intesa. La banca frena sulla cessione dei propri terreni. Il patto Comune-Regione vacilla: Zaia potrebbe far da sè

«Entro luglio cederemo alla Regione i terreni a Padova est per la realizzazione del nuovo ospedale». Parole pronunciate dal sindaco Sergio Giordani solo lo scorso 26 maggio e che il governatore Luca Zaia ha preso molto sul serio. Al punto che potrebbero trasformarsi in un boomerang per il Comune e assumere i contorni di un ultimatum: o entro la data annunciata tutti i 55 ettari promessi entreranno nella disponibilità di Palazzo Balbi, oppure inizierebbero a farsi largo due nuove ipotesi. La prima: la Regione potrebbe portare a termine l’operazione per conto proprio, scavalcando il Comune: la legge lo consente. E quindi sarebbe autorizzata a procedere all’acquisto o all’esproprio dei terreni in oggetto e anche alla necessaria variante urbanistica, immediatamente esecutiva. Ma in questo caso la giunta Zaia si limiterebbe a costruire un polo unico di 1500 letti, invece dei due da 900 posti ciascuno a Padova est e nell’attuale sede di via Giustiniani, da riqualificare, come previsto dall’accordo sottoscritto dal presidente del Veneto e da Giordani il 21 dicembre 2017.

La seconda: qualora non fossero più disponibili tutti i 55 ettari garantiti prima dall’ex sindaco Massimo Bitonci e poi dal suo successore, Palazzo Balbi potrebbe far saltare l’opzione Padova est e tornare a valutare l’ipotesi di edificare il policlinico del futuro a Legnaro, Comune che già ospita Agripolis. Soluzione sempre piaciuta a Zaia, che anche ieri non ha nascosto una certa irritazione per lo stallo sui terreni: «La scelta di Padova est non prescinde dalla disponibilità di tutta l’area. Ricordo che la scelta di quella zona nasce dall’analisi comparata con altre, ma venendo meno quota parte degli ettari promessi ne consegue che si dovrebbe rivedere tutto e io non ho alcuna intenzione di riaprire il fascicolo. C’è un accordo firmato e occorre l’intera area, come garantita».

Qual è, stavolta, l’ennesimo inceppamento della storia infinita? Il Comune possiede 38 dei famosi 55 ettari: gli altri 17 appartengono a privati, ma sono oggetto di ipoteche accese nel 2007 con diverse banche a garanzia dei 70 milioni di euro corrisposti alle imprese coinvolte. Ventimila metri quadrati sono stati ceduti a Palazzo Moroni per la creazione della nuova bretella Arco di Giano, il resto dovrebbe essere venduto dalle banche a una società, pronta poi a regalarli al Comune in cambio di una variante di destinazione d’uso da residenziale-commerciale a mista. L’operazione consentirebbe agli investitori di sviluppare un centro commerciale nei 68mila metri quadri che si terrebbero. Ma l’accordo rischia di saltare perchè Monte dei Paschi di Siena ha messo la propria parte di terreni a patrimonio, quindi a bilancio. Di conseguenza non vorrebbe più vendere. In attesa di capire come risolvere la grana, il sindaco ha tentato di metterci una pezza, proponendo a Zaia di andare avanti con il bando per la progettazione relativamente ai 38 ettari disponibili, per aggiungerci i rimanenti 17 in una fase successiva. Peccato però che su questi ultimi dovrebbero sorgere non solo i parcheggi dell’ospedale, ma anche il campus universitario fortemente voluto dall’Ateneo.

E così la costruzione a stralci dell’opera si è incagliata nel secco «no» di Zaia, che tra l’altro già una volta ha dovuto cambiare tutto, abbandonando l’area di Padova ovest deliberata dopo l’accordo di programma sottoscritto il 2 luglio 2013 da Regione, Provincia, Comune, Università, Azienda ospedaliera e Iov. Il diktat del governatore ai tecnici è categorico: non fate niente finchè non arrivano tutti i 55 ettari.

Corriere del Veneto – 6 giugno 2018

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