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Ospedali, per ora nessuna chiusura. Ma tagli posti-letto e risorse

«Il piano sociosanitario veneto è ormai legge regionale e non prevede tagli di ospedali a Venezia, né nel resto della regione. Anzi, è stata riconosciuta una specificità lagunare che permette di derogare alla soglia minima dei 500 nati per mantenere in piedi un “punto nascita” all’ospedale civile, come promesso. Se lo Stato vuole cambiare qualcosa deve ricorrere a una legislazione concorrente».

Leonardo Padrin, presidente della commissione regionale Sanità, blinda la situazione veneziana, potenzialmente minacciata dalla spending review del governo. In questi giorni si sono susseguite notizie altalenanti sulla possibile chiusura degli ospedali più piccoli, prima individuando un tetto a 80 posti letto, poi elevato a 120 e successivamente eliminato. Nella lista degli ospedali a rischio, circa 150 in tutta Italia, figurava anche il Fatebenefratelli di Cannaregio, struttura gestita dall’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, accreditata con il servizio sanitario nazionale e riconosciuta da quasi trent’anni come come ospedale provinciale specializzato ad indirizzo medico riabilitativo. Una struttura preziosa per il territorio, soprattutto per la popolazione del centro storico, prevalentemente anziana, ma non solo. Il direttore amministrativo, il padre priore Fra Eliseo Paraboni, preferisce non commentare. Comunque vada, il problema vero saranno i tagli, più che degli ospedali, delle risorse da assegnare alle singole aziende ospedaliere. Perché se è vero che Venezia ha ottenuto la specificità lagunare, è altrettanto vero che anche altre province hanno peculiarità da garantire, come Belluno e Rovigo. Le aree da tutelare, insomma, sono tre su sette. Non solo. All’indomani dell’approvazione del piano sociosanitario in Regione l’Intersindacale dei medici dell’ospedale civile, riconosciuto come ospedale di rete, aveva espresso la propria preoccupazione per la cancellazione del concetto di “unicità” veneziana sostituita con “specificità lagunare”, sollevando il dubbio di dover condividere le risorse con altre aree toccate dalla laguna, ad esempio Chioggia o addirittura Jesolo. E aveva chiesto un incontro con il presidente della commissione sanità Padrin proprio per avere delle rassicurazioni. La partita finale si giocherà sulle schede tecniche, che saranno stilate dalla commissione regionale che avrà potere vincolante. E sarà battaglia all’ultimo spicciolo

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