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Pa, per i tecnici del Recovery Plan scelta diretta in base al curriculum. In arrivo il portale telematico per chi si candida a contratti di tre anni più due. Verso il raddoppio dei tetti per reclutare i dirigenti esterni a tempo

Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati. Il Recovery Plan modifica le vie di reclutamento nella Pubblica amministrazione. In via temporanea ma non breve, perché il Piano guarda al 2026. E le persone chiamate in appoggio alla Pa per l’attuazione degli interventi seguiranno strade che saranno regolate da un pacchetto di norme nel decreto governance, previsto entro fine mese in consiglio dei ministri.

L’obiettivo dichiarato nelle bozze è quello di «aumentare tempestivamente la capacità di risposta» della Pa alle esigenze dettate dal Pnrr.

Una prima novità potenzialmente eclatante è stata annunciata ieri dal ministro della Pa Renato Brunetta nel suo intervento al congresso degli Ingegneri. Le figure tecniche, a partire dai mille «esperti multidisciplinari» previsti per Regioni ed enti locali, potranno essere scelte direttamente dalle amministrazioni interessate sul portale nazionale del Reclutamento, progetto in naftalina da anni ma ora atteso all’attuazione in tempi brevi. Si tratterà di «una sorta di Linkedin italiano» per la Pa, secondo le parole di Brunetta, in cui le amministrazioni potranno scegliere i profili più adatti per seguire i loro progetti sulla base dei curricula. Una scelta autonoma, senza concorso (sono assunzioni temporanee), ma impegnativa, perché i contratti avranno la durata di tre anni, rinnovabili per ulteriori due per completare l’orizzonte del Recovery

L’altro fronte riguarda i dirigenti. L’ultima versione della norma, anticipata sul Sole 24 Ore la scorsa settimana, prevede il raddoppio degli spazi per gli incarichi esterni (sempre a termine, naturalmente).

Oggi i vincoli imposti dal Testo unico del pubblico impiego prevedono per le Pa la possibilità di coinvolgere con questi incarichi un numero di esterni pari al 10% dei dirigenti di prima fascia e all’8% per quelli di seconda (distinzione assente negli enti locali). Il progetto di allargare queste maglie viaggia nel senso della flessibilità che a Palazzo Vidoni è giudicata necessaria per ricostruire in fretta un quadro organico di competenze negli uffici. Ma sta già facendo parecchio discutere la dirigenza di ruolo.

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