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Pa, tetto massimo di assenze per malattia. Madia: «Nessuna stretta, più diritti». Nuove regole per congedi, permessi, legge 104

Un tetto massimo di assenze per malattia durante l’anno. È la ulteriore “stretta” all’assenteismo nel pubblico impiego prevista dall’atto di indirizzo generale predisposto dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia per il rinnovo dei contratti. Ma nel nuovo contratto del pubblico impiego «per patologie gravi saranno riconosciute le giornate post terapia, oggi escluse. Nessuna stretta, più diritti». Lo precisa la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, in un tweet sulla direttiva per i rinnovi, intervenendo su alcune notizie riportate dalla stampa.

Oggi infatti non contano ai fini del calcolo dei giorni di malattia, ovvero del cosiddetto “comporto” e delle conseguenti decurtazioni economiche, i giorni di ricovero ospedaliero, di day-hospital e svolgimento delle terapie stesse. Una regola che non si estende attualmente ai giorni seguenti, anche se determinano incapacita’ lavorativa. Ecco perche’ si da’ mandato all’Aran per includere anche i giorni di assenza collegati alle terapie salvavita, all’interno di un tetto massimo di giornate di assenza (a cui circoscrivere la disciplina di maggior favore).

E sarà l’Aran a negoziare, in sede di trattativa, il computo dei giorni di assenza collegati al l’effettuazione di terapie salvavita “anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si determinino effetti comportanti incapacita lavorativa”. Un ampio capitolo dell’atto di indirizzo del resto è dedicato a permessi, assenze e malattia, un tema delicato che da settembre sarà affidato ai controlli dell’Inps secondo quanto previsto dal nuovo testo unico del pubblico impiego.

Madia prevede inoltre una disciplina specifica sui permessi orari per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici fruibili a giorni e addirittura a ore. Ma anche permessi brevi a recupero, permessi per motivi familiari e riposi connessi alla ‘banca delle ore’ che viene indicata come “base di partenza per ulteriori avanzamenti nella direzione mi una maggiore conciliazione e tra tempi di vita e di lavoro”.

Tuttavia anche in questi casi sono previsti nuovi paletti. L’assenza deve essere giustificata con un’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privata, che ha svolto la visita o la prestazione o tramessa all’amministrazione presso cui lavora il dipendente pubblico.

La direttiva prevede anche un “monte ore” annuale per la fruizione di tali permessi con l’indicazione che 6 ore di permesso corrispondono a un’intera giornata di lavoro. Infine, si prevede un periodo di servizio minimo nell’arco della giornata almeno pari alla metà dell’orario e, salvi casi d’urgenza, adeguati periodi di preavviso.

NUOVA STRETTA SUI PERMESSI

Permessi orari per sottoporsi a visite mediche, terapie o esami diagnostici senza doversi assentare dal lavoro per un’intera giornata. E ancora, un tetto annuale di ore per fruire di tali permessi, senza subire decurtazioni in busta paga e la possibilità di frazionare in ore i permessi per motivi personali e familiari. Sono queste alcune delle soluzioni contenute nell’atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali che il ministero della Pubblica Amministrazione invierà all’Aran, l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale.

La nuova disciplina contrattuale in materia di permessi, assenze e malattia, messa a punto dal ministero della Pa con l’obiettivo di evitare abusi, è contenuta nelle 17 pagine della bozza di direttiva – in possesso dell’AdnKronos – che prevede, tra l’altro, nuove misure per quanto riguarda le risorse finanziare stanziate per i rinnovi contrattuali, le regole sul salario accessorio e il welfare aziendale, e indicazioni specifiche per i lavoratori a tempo determinato. Un testo che affronta gli adeguamenti normativi giunti dopo il lungo periodo caratterizzato dalla sospensione della contrattazione collettiva nazionale e dall’approvazione della riforma sul pubblico impiego.

ASSENZE PER VISITE, TERAPIE, PRESTAZIONI SPECIALISTICHE O ESAMI DIAGNOSTICI – Per quanto riguarda permessi, assenze e malattia sono diversi i punti chiave elencati nel testo della bozza. A partire dalla possibilità di assentarsi dal servizio per sottoporsi a visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici che potranno essere effettuati senza assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata.

Tra gli indirizzi che l’Aran dovrà prendere in considerazione su permessi e assenze rientrano:

– la previsione di un periodo di servizio minimo nell’arco della giornata, pari ad almeno la metà dell’orario e, salvi i casi di urgenza, adeguati periodi di preavviso;

– la previsione che la giustificazione dell’assenza avvenga tramite un’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura che ha svolto la visita o la prestazione, o trasmessa da questi ultimi all’amministrazione;

– l’introduzione di un monte ore annuale per fruire dei permessi e al tempo stesso escluderli nel caso in cui siano fruiti ad ore nell’arco della giornata dalle decurtazioni economiche previste attualmente per i primi giorni di ogni periodo di assenza per malattia.

ASSENZE PER MALATTIA IN CASO DI GRAVI PATOLOGIE RICHIEDENTI TERAPIE SALVAVITA – Attualmente, la disciplina contrattuale esclude dal computo dei giorni di malattia le assenze per patologie gravi che prevedono terapie salvavita, come la chemioterapia o l’emodialisi, nei giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital o nei giorni di assenza dovuti per tali terapie. Con l’atto di indirizzo l’Aran dovrà ora prendere in considerazione, per il rinnovo contrattuale, l’inclusione dei giorni di assenza per tali terapie salvavita, anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si verifichino effetti che impediscano al dipendente di adempiere alle sue mansioni. Inoltre, tra gli aspetti da negoziare, rientra la previsione di un tetto massimo di giornate di assenza nell’arco di un anno.

FRUIZIONE DI PERMESSI E CONGEDI SU BASE ORARIA – Diversi gli indirizzi impartiti per quanto riguarda i permessi retribuiti per motivi personali o familiari, come:

– l’introduzione della possibilità di fruizione ad ore. L’Aran, per convertire ad ore il monte di giornate fruibile nell’anno, dovrà attenersi a quanto già stabilito contrattualmente nei settori che già prevedono la fruizione ad ore;

– la previsione di limitazioni alla fruizione nella stessa giornata, congiuntamente agli altri tipi di permessi fruibili ad ore, previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e dei riposi compensativi fruiti ad ore;

– limitazioni di fruizione frazionata, nell’arco della giornata lavorativa, con la previsione di un tetto pari ad almeno la metà dell’orario di lavoro che il lavoratore avrebbe dovuto osservare.

I lavoratori statali che intendono fruire dei permessi della legge 104, ossia quei permessi garantiti al dipendente per assistere un familiare disabile, dovranno richiederli con “congruo preavviso”. Si tratta di uno dei punti contenuti nell’atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali che il ministero della Pubblica Amministrazione invierà all’Aran, l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale.

“L’Aran negozierà una integrazione della disciplina contrattuale in materia di permessi di cui alla legge n.104 del 1992 e di quelli per donazione di sangue – si legge nella bozza di direttiva – prevedendo un congruo preavviso nelle relative richieste, anche mediante, ove possibile, una programmazione mensile”.

Una misura pensata “al fine di contemperare il legittimo diritto riconosciuto ai dipendenti con le esigenze di funzionalità degli uffici e di organizzazione delle relative attività”.

Il Messaggero e Adnkronos – 12 giugno 2017

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