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Padova. Aggredita da un cane mentre corre sull’argine. Morsi a braccia, gambe, collo

39enne in pronto soccorso. Ne avrà per 20 giorni. Stava correndo sull’argine del Brenta insieme al fidanzato, quando all’improvviso è stata aggredita da un cane nero di grossa taglia che l’ha morsa al braccio, al collo e alle gambe, facendola cadere.

È successo ieri attorno alle 16 a K. M., una donna di 39 anni, nelle campagne tra Limena e Villafranca: medicata al pronto soccorso di Camposampiero, è stata dimessa verso le 19.15 e ne avrà per venti giorni. Ma la paura è stata tanta.

Tutto comincia a metà pomeriggio, quando K. M. percorre il tratto dell’argine di via Ceresara in compagnia del fidanzato. Stanno facendo jogging, ma la loro tranquilla giornata di sport all’aria aperta si trasforma presto in un incubo: un cane di grossa taglia e colore scuro si avvicina ai due e aggredisce la donna, mordendola in più punti del corpo. Le dinamiche dell’incidente non sono ancora chiare. Nella lotta con l’animale la donna riporta ferite a braccia, collo e gambe e cade a terra, rimediando anche diverse escoriazioni al volto.

A placare la furia del cane (forse randagio, e comunque privo di collare) provvede il compagno della donna, che lo allontana con un calcio: l’animale si dilegua nella campagna, facendo perdere le tracce. Sull’argine intervengono i carabinieri della compagnia di Limena, che ascoltano il racconto concitato della donna e pattugliano la zona insieme ai vigili della polizia locale: nonostante alcuni avvistamenti, la ricerca del cane non produce risultati. Nel frattempo K. M. e il suo compagno tornano a casa, prendono la macchina e raggiungono l’ospedale di Camposampiero, per valutare l’entità delle ferite riportate dopo l’aggressione. Dopo un paio d’ore, e dopo aver seguito la profilassi prevista per situazioni come queste, la donna viene dimessa con una prognosi di venti giorni: le ferite non sono state ritenute così gravi da rendere necessario il ricovero in ospedale, ma K. M. dovrà rimanere a casa in via precauzionale per più di due settimane.

Si è risolto tutto con un grande spavento, insomma, ma senza l’intervento del fidanzato l’episodio avrebbe potuto provocare conseguenze anche peggiori. Ora resta da capire da dove sia sbucato il cane, e soprattutto dove si sia rifugiato dopo l’improvvisa aggressione. Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, le ricerche dell’animale proseguiranno nella zona tra Viallafranca e Limena, molto frequentate in questo periodo dell’anno dagli sportivi che praticano jogging. Anche per evitare una sorta di effetto psicosi fra le persone che transitano lungo l’argine dov’è avvenuta l’inquietante aggressione.

Alessandro Macciò – Corriere del Veneto – 7 luglio 2013

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