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Padova. Hanno trovato una casa i sette cuccioli sequestrati dalla Finanza con la collaborazione del presidio veterinario dell’Ulss 6 Euganea.

Padova, cuccioli salvati e subito adottati. Hanno trovato una casa i sette cuccioli sequestrati dalla Guardia di Finanza di Venezia in un’operazione di contrasto alle truffe via internet con la collaborazione del presidio veterinario dell’Ulss 6 Euganea. Ora sono stati affidati alle famiglie che avevano presentato richiesta

Grande festa in via Bressan, a Selvazzano Dentro, dove sette cuccioli sequestrati dalla Guardia di Finanza di Padova sono finiti tra le braccia delle loro nuove famiglie.  C’erano bambini entusiasti e coppie mature, tutti con il sorriso sulle labbra in attesa di tornare a casa con il loro nuovo amico.

Su segnalazione di un acquirente, la Guardia di finanza ha recuperato i cuccioli in una baracca da giardino nel Padovano, portando a galla la truffa: i cani non possono definirsi di razza (non hanno pedigree) e tutti i certificati che li riguardano erano falsi.

I complici identificati sono due: un padovano è già in carcere (oltre a questa, aveva numerose altre denunce a carico) ed un uomo di origine rumena, che è accusato di maltrattamento e truffa.

«I cagnolini erano di razze diverse» spiega il tenente Maria Grazia Ponziano «yorkshire, barbone nano, maltesi ed un bouledogue francese. Due sono già nelle loro nuove case ed altre sette ci andranno oggi. Il traffico di cuccioli dall’est Europa – aggiunge il tenente delle Fiamme Gialle – purtroppo è un fenomeno piuttosto esteso: al nostro nucleo arrivano una decina di segnalazioni l’anno, ma è un dato assolutamente parziale».

Spesso, fa sapere il personale dell’Asl veterinaria, questi cuccioli vengono allevati in condizioni precarie e poi vengono venduti con documenti falsi. Alcuni muoiono durante la tratta, altri poco dopo l’arrivo.

Un altro fenomeno, anche più esteso, riguarda i cani che vengono portati dal Sud: «Ne arrivano continuamente» spiega il dottor Aldo Costa, responsabile del Servizio veterinario dell’Usl 16 «e questo di per sé non sarebbe un problema. Il fatto è che pochissimi di questi cani hanno i documenti in regola: ne arrivano di malati e con vaccini falsi. Questo ha causato il diffondersi di malattie che qui non avevamo mai avuto, come la leismaniosi. Recentemente, c’è stato anche un caso di epatozoonosi, che qui in Veneto non si era mai vista».

Buona, invece, la situazione per quanto riguarda il randagismo (un fenomeno inesistente a Padova) e gli abbandoni: il canile veterinario raccoglie circa 1.500 cani l’anno, ma di questi il 70-80 per cento viene puntualmente restituito ai proprietari.

Più difficile la situazione con i gatti, che per le mancate sterilizzazioni continuano a riprodursi in maniera incontrollata.

Soprattutto nei mesi primaverili ed estivi le associazioni e il canile di Rubano sono in costante emergenza gattini, recuperandone a centinaia. —

Guarda il servizio del Tgr Veneto

 

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