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Padova. Ecco diaspora di Comunione liberazione: con Monti, Pd, Pdl

Menorello e Braghetto con il premier, Graziano Debellini con Bersani, Leo Padrin (ex presidente Cdo) con Berlusconi

«Con Bersani è il lavoro il cuore del programma politico». All’indomani della sua dichiarazione di voto a favore del Partito democratico, Graziano Debellini “posta” su Facebook una foto che lo ritrae, in compagnia del vincitore delle Primarie del centrosinistra, sullo sfondo della sala Rossini del Pedrocchi. Certo, l’uomo forte di Comunione e liberazione in Veneto, sa di andare incontro a qualche critica. Proprio sul social network Luca Amman, un educatore di Milano, taglia corto: «Siete diventati tutti comunisti. Mi dispiace». Pronta la replica di Debellini: «Oggi penso sia possibile, con libertà e senza pretese esclusiviste, un contributo positivo alla vita politica su vari e diversi tentativi politici». Ma i “distinguo” non mancano nemmeno tra gli amici storici della comunità padovana di Cl, presieduta da Luca Frigerio. Ubaldo Lonardi, medico, già consigliere comunale Dc e assessore provinciale forzista nella giunta Casarin, prende atto della scelta di Debellini ma non la condivide. «Io ho ancora tanti dubbi», afferma Lonardi, «su chi votare. Nella nota di Cl sulla situazione politica si dice chiaramente che “l’impegno politico in senso stretto riguarda la persona e non Cl in quanto tale”». Insomma, Lonardi si sta guardando intorno: «Domenico Menorello», aggiunge, «un mio amico, è candidato nella lista Monti. Questo è un elemento concreto, non ideologico». Della scelta di Debellini non si stupisce Romano Tiozzo, già assessore leghista nella prima giunta Zanonato, già sindaco pidiellino di Chioggia, che attualmente lavora a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, nell’ufficio del Garante delle micro, piccole e medie imprese. «Graziano», commenta Tiozzo, «è sempre stato un fan di Pierluigi Bersani, anche se non dimentica l’antica amicizia per Giulio Andreotti. Io ho una tradizione che non è di sinistra: alle Politiche voterò Monti. Francamente speravo che la linea di Renzi fosse premiata dal centrosinistra. Mi auguro che dopo le elezioni prevalga la buona volontà. Dobbiamo uscire dalla crisi». Leonardo Padrin, consigliere regionale del Pdl, è stato presidente della Compagnia delle Opere Nord-Est dal 1997 al 2000. «Il fatto», sostiene Padrin, «che una persona si schieri mi pare assai positivo: è un fatto di trasparenza e un’assunzione di responsabilità. Mi dispiace che la scelta sia per il campo avverso al mio». La scelta di campo di Debellini non sorprende neppure Iles Braghetto, già eurodeputato Udc, esponente di Alleanza diCentro: «Sono noti i rapporti di collaborazione e di amicizia tra Graziano e Bersani. Personalmente giudico interessante la posizione di Mario Mauro. Certo, la lista Monti è stata costruita un po’ in velocità, ma questo si deve anche alla defezione di Giorgio Santini che, prima di passare con il Pd, per almeno sei mesi aveva rappresentato Bonanni nell’area Monti». Chiude Domenico Menorello, al numero tre di “Scelta civica” alla Camera: «Questa uscita di Graziano mi rende un grande servizio: certifica che nel mio percorso politico non ho preteso né preso un voto da Comunione e liberazione».

Il Mattino di Padova – 17 gennaio 2013

 

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