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Padova. I cinghiali presi dalla fame ora calano in pianura

Un branco di sette ungulati è stato visto attraversare il fiume a Chiavicone. Si sono allontanati dai Colli Euganei, lasciando dietro sè altri campi di mais devastati

LOZZO ATESTINO. I cinghiali ora si spingono con decisione verso la pianura. E nessun ostacolo sembra in grado di spaventarli, nemmeno i corsi d’acqua. Si muovono dai Colli Euganei per necessità, oseremmo dire per disperazione, più che per conquistare nuovi territori.

Un drappello di sette ungulati, la solita famigliola con cuccioli al seguito, nei giorni scorsi è stata vista a Chiavicone, mentre attraversava il canale Roneghetto all’alba. Spinta dalla necessità di trovare acqua per dissetarsi e cibo fresco, nella fattispecie quello assicurato dalle piantagioni di mais che hanno il vantaggio di permettere a questi intelligenti animali di banchettare senza essere visti.

L’avvistamento è stato fatto di mattina presto da un agricoltore (che ha avuto il campo di mais devastato) ma pure da un camionista della zona. I cinghiali hanno attraversato senza problemi il canale Roneghetto, spingendosi verso la campagna racchiusa entra l’altro argine, quello del Frassine. Il canale in questo periodo, nonostante la siccità, ha un discreto livello d’acqua. Glielo assicura il sistema irriguo collegato al Leb, il grande collettore dell’acqua dell’Adige.

«Con tutta probabilità questi animali arrivano dal monte Cero, interessato nei giorni scorsi da numerosi incendi» osserva un dipendente del Consorzio di bonifica «Hanno bisogno di trovare nuove fonti di alimentazione e la distanza da Este e Baone non è poi molta». Sono più d’uno i terreni coltivati dove sono state trovate in questi giorni le solite devastazioni causate dalla voracità di questi animali.

La presenza di cinghiali in pianura ha carattere di eccezionalità e rappresenta un nuovo allarme. Una situazione simile è in atto nell’Isontino, in provincia di Gorizia, dove ad essere minacciate sono anche le viti pregiate della zona. Anche là i cinghiali stanno tentando di colonizzare aree verdi di pianura.

Albertino Frigo, appassionato di fauna selvatica e residente nella zona, contattato sul caso, dà questa lettura del nuovo fenomeno: «I cinghiali sono stati preceduti dai caprioli, i primi ad abbandonare i boschi degli Euganei alla ricerca di cibo. Su questi nuovi movimenti dei cinghiali» dice Frigo «mi sono consultato con l’Ufficio provinciale preposto. Concorda sul fatto che gli ungulati potrebbero anche tornare sui loro passi non appena la situazione sugli Euganei migliorerà. Hanno una buona memoria e sono in grado di percorrere anche qualche decina di chilometri senza smarrirsi. Ma non è detto che quelli visti a Chiavicone tornino sui colli.. Se trovano le condizioni potrebbero anche stabilirsi nelle campagne dell’Estense, E per quanto riguarda i corsi d’acqua, sono dei buoni nuotatori. Quindi…».

Il Mattino di Padova – 23 agosto 2012

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