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Padova, inchiesta sui vaccini dati militari in missione

Il pm Sergio Dini della procura di Padova ha aperto un’inchiesta sull’utilizzo dei vaccini da parte dell’esercito italiano.

Il fascicolo, su cui al momento non compaiono indagati né un capo d’accusa, è nato nei mesi scorsi sull’onda di un esposto arrivato a palazzo di Giustizia e firmato da un ex militare, ora in pensione, che denunciava come il suo apparato immunitario fosse stato letteralmente «bombardato» (così è scritto nella denuncia) dai continui vaccini a cui veniva sottoposto dopo essere stato assegnato a missioni nei teatri di guerra. E la colpa dell’«impazzimento» del sistema immunitario sarebbe da ricondurre, stando all’esposto, proprio all’alto numero di vaccini iniettati nel corpo di ogni militare in missione.

Nella sua denuncia il soldato padovano, ex ufficiale dell’esercito, racconta come diverse volte avesse partecipato a iniziative dell’Onu in Afghanistan, Bosnia e Macedonia; e come prima di partire fosse stato sottoposto a una serie di vaccinazioni mediche. Poi, una volta tornato a casa, era soggetto a qualsiasi tipo di virus girasse nell’aria: raffreddori continui, febbri alte o anche di poche linee che però non ne volevano sapere di andarsene, lunghi giorni passati a letto con il mal di gola e un senso di malessere generale. Ora la palla passa al pm Dini, che ha già dato incarico alla polizia giudiziaria di acquisire l’elenco dei militari partiti per missioni all’estero e quindi vaccinati

Corriere del Veneto – 5 marzo 2013

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