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Padova. La retromarcia dei sanitari no-vax: 140 già reintegrati. Medici, infermieri e operatori tornano al lavoro

Il Gazzettino. Avevano rifiutato qualunque ultimatum. Avevano accettato di rimanere a casa, senza lavoro e senza stipendio, pur di non fare il vaccino. Ora sempre più operatori sanitari stanno facendo retromarcia e stanno chiedendo di farsi somministrare la prima dose per tornare in servizio. Da ottobre ad oggi l’Ulss ha già reintegrato 85 dipendenti su un totale di 185 sospesi. L’Azienda ospedaliera ne ha riammessi invece 55 sui 254 originariamente bloccati. Ciò significa che negli ospedali e negli ambulatori della sanità pubblica padovana sono già tornati in servizio 140 lavoratori “pentiti”. A questi si aggiungono poi ovviamente tutti i professionisti del settore privato e del privato convenzionato. Domenico Crisarà, presidente dell’Ordine dei medici: “Con gran dispiacere devo dire che molto probabilmente la maggior parte di queste decisioni sono dettate dalla volontà di tornare in servizio e di riprendere la propria retribuzione, non da una scelta convinta a favore del vaccino”.

Avevano rifiutato qualunque ultimatum. Avevano accettato di rimanere a casa, senza lavoro e senza stipendio, pur di non fare il vaccino. Ora sempre più operatori sanitari stanno facendo retromarcia e stanno chiedendo di farsi somministrare la prima dose per tornare in servizio. Il fronte dei lavoratori No Vax si sta sgretolando giorno dopo giorno e la conferma arriva dai numeri. Da ottobre ad oggi l’Ulss Euganea ha già reintegrato 85 dipendenti che erano stati sospesi su un totale di 185 fermati. L’Azienda ospedaliera ne ha riammessi invece 55 sui 254 originariamente bloccati. Ciò significa che negli ospedali e negli ambulatori della sanità pubblica padovana sono già tornati in servizio 140 lavoratori “pentiti”. A questi si aggiungono poi ovviamente tutti i professionisti del settore privato e del privato convenzionato.

GLI ORDINI

La pattuglia di No Vax più nutrita è quella degli operatori sociosanitari, ma non esiste un Ordine degli Oss e quindi non è disponibile un calcolo preciso. Poi troviamo gli infermieri: “I sospesi sono stati circa 300 e quelli già rientrati in servizio dopo essersi vaccinati sono 50” racconta il presidente Fabio Castellan, in servizio a Cittadella. I dati relativi ai medici vengono snocciolati dal dottor Domenico Crisarà, presidente dell’Ordine: “I nostri iscritti sono quasi diecimila e quelli effettivamente sospesi sono stati 90, siamo attorno all’uno per cento del totale. I reintegri sono già stati 15 e quindi i non vaccinati rappresentano una minoranza sempre più piccola”. Sulle cause delle retromarcia Crisarà ha pochi dubbi: “Con gran dispiacere devo dire che molto probabilmente la maggior parte di queste decisioni sono dettate dalla volontà di tornare in servizio e di riprendere la propria retribuzione, non da una scelta convinta a favore del vaccino”.

LE VALUTAZIONI

Ora l’Ordine dei Medici sta continuando il lavoro su un doppio fronte. “Da un lato stiamo verificando l’elenco inviato dall’Ulss di tutti i medici che non risultano vaccinati. Inizialmente erano 895 ma abbiamo detto subito che era un numero eccessivo. Ora infatti sono già meno di 600 e stiamo continuando a fare le verifiche, perché tanti ci hanno già mandato la documentazione che in realtà attesta l’effettiva vaccinazione”.

L’altro fronte riguarda chi non si era vaccinato e nel frattempo ha contratto il Covid. “Questi medici possono tornare in servizio ma solo per tre mesi, poi se non si vaccinano scatterà nuovamente una sospensione. Ricordo che per evitare la sospensione sono necessarie tre condizioni: la vaccinazione, il certificato di esenzione oppure l’aver prenotato la dose Booster entro 20 giorni”.

VIA GIUSTINIANI

Il tema è molto sentito in Azienda ospedaliera, dove nelle ultime settimane gli organici sono stati falcidiati anche per effetto degli oltre 400 contagi. “Il rientro di molti dipendenti non può che farci piacere – sorride il direttore generale Giuseppe Dal Ben – Innanzitutto per la scelta di aderire alla vaccinazione, verificando in prima persona che tanti timori non avevano motivo di essere, e poi per l’apporto ed il sostegno che queste persone possono dare ai colleghi rimasti in servizio in questi lunghi mesi. Auspichiamo che i rientri possano continuare con questo ritmo – che nelle ultime settimane ha davvero accelerato – tornando a normalizzare l’organico dell’Ospedale”. È molto importante – conclude Dal Ben – che queste persone che hanno deciso, tardi ma consapevolmente, di vaccinarsi possano diventare in prima persona testimoni dell’importanza della vaccinazione”.

Il trend riguarda quasi tutti i posti di lavoro, a partire dal mondo della scuola. Dopo il 15 dicembre erano stati sospesi 50 dipendenti ma una decina è già corsa a farsi il vaccino.

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