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Padova. Levriero sbrana un cagnolino e azzanna il proprietario che aveva cercato di difenderlo

Il padrone tenta di difendere il suo bastardino dall’aggressore molto più grosso, portato a spasso senza museruola, che però lo fa cadere e lo morde ripetutamente

GAZZO PADOVANO. Bastardino sbranato da un levriero irlandese mentre passeggia lungo la ciclabile con il padrone, che ha fatto di tutto per impedirlo ed è stato azzannato ripetutamente alle braccia.

Una scena terribile che ha attirato decine di passanti, impotenti di fronte alla ferocia dell’imponente levriero. È accaduto ieri alle 9.30 tra via Riello e via Mazzini, lungo la ciclabile Gazzo-Villalta. Antonio Dalla Libera, 77 anni, pensionato, come ogni giorno passeggiava tenendo a guinzaglio Geppo, il cagnolino della figlia Chiara, un meticcio dal pelo nero e bianco di 9 anni.

Tornava a casa, in via Baracca, quando s’è accorto che dalla direzione opposta giungeva un levriero irlandese, un cane alto almeno 80 centimetri e pesante mezzo quintale, al guinzaglio della padrona, anche lei del posto. Non aveva però la museruola prescritta dall’ordinanza comunale. Per evitare che i due animali s’incontrassero, Dalla Libera ha girato per via Riello prendendosi in braccio Geppo.

Il levriero però, preso da un raptus, è riuscito a sfilarsi dal collare lanciandosi contro il piccolo meticcio. In preda alla furia è saltato addosso all’uomo facendolo cadere e ha braccato a morsi il meticcio ferendolo mortalmente.

L’aggressione è durata pochi istanti, mentre i due padroni cercavano di allontanare il grosso animale. Dalla Libera ha cercato di liberare Geppo dalle grinfie del levriero, ma è stato morso anche lui più volte.

Sul posto i carabinieri di Gazzo, mentre il pensionato, dolorante al fianco, è tornato a casa ed è stato portato al Pronto soccorso di Cittadella: per fortuna nulla di grave, anche se ha dovuto essere medicato alle ferite e ai morsi riportati durante l’aggressione. Sconvolta e ferita anche la padrona del levriero, che non si sarebbe mai aspettata un gesto simile: il cane è abituato a stare anche con i bambini e non ha mai mostrato segni di aggressività. Cosa gli sia scattato, nessuno riesce a capirlo. «Siamo disperati», piange Chiara, padrona di Geppo.

«È stato dilaniato a morsi. Era così dolce e affettuoso. Lo avevamo da 9 anni, era diventato uno di famiglia. Papà lo portava a spasso ogni mattina: era attaccatissimo a lui. Ha fatto di tutto per salvarlo. Non abbiamo nulla contro i proprietari dell’altro cane, che sono addolorati quanto noi: è stato tanto imprevisto quanto brutale e inevitabile».

Il Mattino di Padova – 15 aprile 2014

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