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Il menu dei risparmi per la spesa sanitaria: 7 miliardi entro il 2017. Multe sullo stipendio per i medici troppo generosi con le analisi

Oggi il governo metterà la fiducia sul decreto enti locali blindando così anche la manovra sulla sanità, che vale più di 2,3 miliardi l’anno. La strada però si presenta un salita: ieri in Senato il numero legale è mancato per ben 4 volte costringendo la presidenza ad aggiornare la seduta a oggi. 

MAGGIORANZA IN AFFANNO 

Praticamente vuoti i banchi dell’opposizione, a pesare sono stati i vistosi i buchi tra le fila della maggioranza: nel Pd erano presenti in 95 su 113, 19 su 36 nell’Ncd e 6 su 19 nel gruppo per le Autonomie. L’obiettivo del governo è quello di votare la fiducia entro stasera per poi passare la palla alla Camera e convertirlo prima della sua scadenza (18 agosto). Non è esclusa una seduta in notturna. «Se non vengono a lavorare di lunedì pomeriggio – ha osserva il sottosegretario Luciano Pizzetti visibilmente irritato – vuol dire che lavoreranno martedì sera…».  

Il decreto enti locali era nato per sistemare una serie di partite economiche che interessavano i Comuni (mobilità del personale delle Province e polizia provinciale, allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, 2 miliardi in più per pagare gli arretrati della Pa, 530 milioni di compensazioni Imu-Tasi). Poi al Senato il governo l’ha infarcito di altre misure, tant’è che in molti dall’opposizione ieri ne contestavano la costituzionalità. Si va dalle norme sugli incarichi a tempo per far funzionare le agenzie fiscali a nuovi fondi per le città metropolitane di Roma e Torino, a interventi per la valorizzare Pompei.  

IL MENU DELLA SANITA’ 

Il pacchetto più corposo di novità riguarda però la sanità. In tutto nove commi che larga in parte danno attuazione al Patto della salute siglato con le Regioni pochi giorni fa e che servono a dare una spinta aggiuntiva alla manovra di riduzione degli sprechi. In totale tra il 2015 ed il 2017 il governo conta di recuperare oltre 7 miliardi di euro: 2352 milioni sul 2015, 2301 nel 2016 e 2431 nel 2017. La parte più importante di questi risparmi arriverà dalla rinegoziazione dei contratti relativi a beni e servizi per i quali si immagina un taglio del 5% senza peraltro rivedere la durata dei contratti. Risparmi che però, secondo il Servizio Bilancio del Senato, difficilmente potranno essere conseguiti a pieno quest’anno a causa del poco tempo a disposizione per negoziare.  

RISCHIO MULTE PER I MEDICI TROPPO GENEROSI CON LE ANALISI 

La legge interverrà anche sulle prestazioni relative all’assistenza specialistica ambulatoriale (177 milioni l’anno) , individuando precise condizioni per la loro erogazione e stabilendo che i medici che non rispetteranno le nuove indicazioni si vedranno decurtato parte dello stipendio. Con queste norme il governo conta di risparmiare circa 195 milioni di euro. I tagli alla spesa farmaceutica comportano risparmi per 308 milioni all’anno. Mentre intervenendo sui regolamenti ospedalieri se ne recuperano altri 210: 12 i per effetto dell’azzeramento dei ricoveri nelle strutture private con meno di 40 posti letto, 68 dalla riduzione della spesa di personale e 130 in seguito alla riorganizzazione della rete assistenziale.   

REGIONI IN ALLARME 

Mentre il ministro della Salute Lorenzin continua a ripetere che questi risparmi continueranno a restare all’interno del sistema sanitario per consentire nuovi investimenti, dalle Regioni ieri è arrivato un altolà rispetto ad ogni ipotesi di ulteriori tagli. «Se si prosegue così salta il sistema della universalità della sanità pubblica e tutte le Regioni andranno in Piano di rientro. In sostanza, oltre alle tasse, gli italiani dovranno pagare le prestazioni privatamente» ha denunciato ieri il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità il veneto Luca Coletto. Che a questo punto mette in discussione anche il Patto appena siglato.

La Stampa – 28 luglio 2015 

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