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Padova. Nuovo ospedale, il sito è un rebus. Bitonci pensa a un’area pubblica Scartati i terreni privati. Tra le ipotesi le proprietà comunali a San Lazzaro

Dove sorgerà il nuovo policlinico universitario? Dall’altra mattina, cioè da quando il presidente della Regione, Luca Zaia, ha fatto capire che Padova potrebbe presto avere due nuovi ospedali, il primo (gestito dall’Usl 16) realizzato al posto di quello esistente in via Giustiniani e comprendente anche il Sant’Antonio di via Facciolati e l’altro (di competenza dell’Azienda Ospedaliera) costruito da zero in una zona della città al momento misteriosa, la domanda che tutti si fanno è questa.

E, almeno per adesso, l’unico (oppure uno dei pochi) a conoscere la risposta è il sindaco Massimo Bitonci. La localizzazione dell’opera, infatti, spetta al Comune. E, in proposito, da parte del suo collega di partito, il governatore si aspetta un’indicazione concreta, e possibilmente definitiva, in tempi abbastanza rapidi.

Sulla questione, l’ex senatore leghista, che è al comando di Palazzo Moroni da quattro mesi esatti, è abbottonatissimo. Tanto che sia gli assessori che i suoi più stretti collaboratori giurano, interrogati nel merito, di non saperne alcunché. La sola certezza, evidentemente scontata, è che l’area prescelta non sarà quella di Padova Ovest, individuata dalla precedente giunta Zanonato-Rossi, ma subito scartata dal nuovo sindaco non solo perché (a suo dire) fragile dal punto di vista idrogeologico, ma anche perché di proprietà privata (la famiglia Cestaro del gruppo «Unicomm» e quella Bastianello dei supermercati «Pam»). In sostanza, pare che Bitonci non abbia alcuna intenzione di «sprecare» soldi, tempo ed energie in espropri o compravendite complicate.

Proprio per questa ragione, insomma, sarebbero già stati accantonati alcuni grandi terreni privati che, per colpa della crisi economica, faticano a decollare dal punto di vista edilizio: basti citare, ad esempio, il «Pp1» di via Trieste, l’«Ifip» dietro la chiesa della Pace e la vasta superficie a ridosso del capolinea del tram alla Guizza (famiglia De Benedetti, gruppo «L’Espresso»). L’attenzione del sindaco padano, in pratica, sarebbe piuttosto rivolta verso aree che già sono di proprietà pubblica, come l’ex ospedale di via dei Colli (Provincia), l’aeroporto «Allegri» (Demanio) e, novità emersa nelle ultime ore, i circa 250mila metri quadrati in zona San Lazzaro che proprio il Comune, ormai da parecchi anni, sta tentando di vendere senza fortuna.

La zona appena citata si trova alle spalle del NetCenter e del PalaFabris nonché a ridosso di quella (di cui sono titolari alcuni istituti bancari) dove Confindustria, forse non a caso in sintonia con lo stesso Bitonci, ha recentemente proposto di realizzare una nuova stazione ferroviaria dedicata all’Alta Velocità. Attualmente, l’area in questione è divisa in due: una parte, poco meno di 30mila metri quadrati, è a destinazione residenziale; mentre nell’altra, quasi 210mila metri quadrati, è previsto un insediamento di tipo commerciale. Tramite una variante urbanistica, però, Palazzo Moroni potrebbe trasformale entrambe. E designarle, appunto, per il nuovo policlinico universitario. La sensazione, comunque, è che, entro la fine di questa settimana, giungerà la risposta al nostro interrogativo di partenza. Non resta, dunque, che aspettare ancora qualche giorno.

Davide D’Attino – Il Corriere del Veneto – 8 ottobre 2014

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