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Padova. Progetto del nuovo ospedale, scadono i termini. Da domani non si potranno più presentare osservazioni al Piano urbanistico

Comincia a prendere forma, almeno sulla carta, la collocazione del nuovo ospedale a Padova Est. Domattina infatti scadono i termini per presentare a Palazzo Moroni eventuali osservazioni al Pua, il Piano urbanistico attuativo approvato dalla giunta comunale il 5 luglio scorso e riguardante il progetto (elaborato dall’ex caposettore in municipio Gianfranco Zulian e dal suo collega architetto Angelo Barbato) del Consorzio Urbanizzazione Quadrante Nordest, cioè il pool di imprese composto dalla Via San Lazzaro Properties Srl, dall’Immobiliare Galzignano Spa e dalla Mantegna Immobiliare Srl, che possiede l’area immediatamente limitrofa a quella (già di proprietà pubblica) in cui il sindaco Massimo Bitonci ha deciso di posizionare il futuro polo medico-sanitario.

Come noto, il via libero definitivo al Pua in questione, che avverrà soltanto in giunta e non in consiglio, è necessariamente propedeutico alla firma del nuovo accordo di programma tra Regione, Comune, Azienda Ospedaliera, Università e Provincia relativo appunto all’ospedale che dovrebbe sorgere a San Lazzaro, alle spalle del Net Center e della Kioene Arena. Tramite quest’operazione, che va ricordato essere oggetto di un’indagine da parte della procura (al momento senza ipotesi di reato né indagati) dopo l’esposto avanzato dal deputato del Pd Alessandro Naccarato, le società rappresentate dal commercialista Federico Roberto si sono infatti impegnate a cedere gratuitamente al Comune circa 174mila dei quasi 240mila metri quadri di loro proprietà, in cambio del permesso di sviluppare una volumetria di ben 189 mila metri cubi nei 66 mila metri quadri restanti. Un affare, quello appena riassunto, che consentirà a Palazzo Moroni di mettere a disposizione della Regione (altrettanto gratuitamente) una superficie di circa mezzo milione di metri quadri in cui collocare il nuovo policlinico universitario, completo di campus e strutture dedicate alla ricerca. Nel terreno rimasto di loro proprietà i privati realizzeranno un mega-complesso edilizio con destinazione mista caratterizzato da tre grattacieli, alti rispettivamente 86 metri il primo e 64 gli altri due.

D.D’A. – Il Corriere del Veneto – 23 agosto 2016

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