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Padova. Sequestrato il cane del rapinatore. La procura: «È l’arma del reato». Il padrone l’aveva aizzato contro i vigilantes di un bazar per scappare

Il cane, si sa, è il migliore amico dell’uomo, e seguirebbe il suo padrone anche in capo al mondo. Poco importa, per lui, se il padrone in questione sta facendo qualcosa di poco lecito. Per esempio, usarlo come se fosse un’arma nel bel mezzo di un tentato furto.

È quanto accaduto sabato a Padova. Intorno a mezzogiorno Oussama Bahami, un ragazzo di 24 anni di origini marocchine, è entrato all’Ina Market in via Venezia, un negozio di abbigliamento gestito da cinesi. Non era solo: insieme a lui, infatti, c’era anche un amico, di origini pachistane ma, soprattutto, un cane corso, un massiccio molosso al guinzaglio.

Bahami, con uno zainetto chiaramente vuoto alle spalle, si è infilato in camerino. Ne è uscito qualche minuto dopo senza nulla in mano ma con lo zaino che sembrava decisamente più gonfio. I vigilantes, che lo tenevano d’occhio insospettiti dalla borsa vuota, hanno capito che qualcosa non andava e lo hanno rincorso, cercando di bloccarlo. In un primo momento il 24enne si è fermato, e ha cercato di difendersi dalle accuse. Sentitosi alle strette, però, ha pensato di usare il cane, ancora al guinzaglio: un comando secco, e lo ha aizzato contro i due vigilantes. Il cane ha obbedito immediatamente all’ordine, e si è scagliato, per proteggere l’adorato padrone, contro i due uomini. E la sua missione di difendere il giovane è stata portata fino in fondo. Ha iniziato a mordere i vigilantes, uno al fianco e uno alla coscia, provocando ferite guaribili in sette giorni.

Le forze dell’ordine, arrivate sul posto, hanno fermato il ragazzo e, poco dopo, hanno anche rintracciato in zona Stanga il suo amico che, quando si è accorto di quanto stava accadendo, si era volatilizzato. Nello zaino di Bahami gli agenti hanno trovato un giubbotto da donna e un maglione. Valore della refurtiva, circa 70 euro. A entrambi i capi erano state staccate le placche antitaccheggio.

Il marocchino, sabato mattina, è stato subito arrestato. Secondo il pubblico ministero titolare del fascicolo, Sergio Dini, il giovane avrebbe utilizzato il cane come un’arma impropria, e avrebbe esercitato violenza proprio attraverso l’animale. Ieri mattina, così, Bahami ha affrontato il processo e ha patteggiato una condanna di due anni e due mesi.

Intanto il cane, che nel momento dell’arresto del padrone era comprensibilmente molto agitato e appariva violento, è stato confiscato e affidato al servizio veterinario dell’Usl 16. Quasi sicuramente non tornerà in possesso del giovane marocchino ma verrà affidato a un nuovo padrone che, si spera, non lo porterà più sulla cattiva strada.

Il povero cagnone diventato, suo malgrado, un criminale, è un cane corso. Un molosso dagli occhi grandi e dal corpo molto robusto e muscoloso, che può arrivare anche a 70 centimetri di altezza per 50 chili di peso. Un aspetto, quindi, che ad una prima occhiata può incutere molto timore.

In realtà, generalmente il cane corso è molto docile e mansueto e può essere un ottimo cane da compagnia, molto portato alle coccole soprattutto nei confronti dei membri della famiglia. È però anche molto affezionato al suo padrone, per il quale ha uno spiccato istinto di protezione, al punto che spesso viene addestrato anche per la difesa personale.

Il 24enne marocchino, quindi, ha sfruttato proprio questa caratteristica, e ha fatto leva sull’estrema fedeltà del cane e sul suo attaccamento. Il povero animare, appena ha visto il suo adorato padrone attaccato, non ha potuto fare altro che proteggerlo. Senza immaginare, però, di stare facendo qualcosa di illegale.

Angela Tisbe Ciociola – Il Corriere del Veneto – 16 dicembre 2015 

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