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Padrin, Mainardi, Bendinelli, Sernagiotto (Forza Italia), per formazione medica specialistica no graduatoria unica per tutte le regioni

Leonardo Padrin, Mauro Mainardi, Davide Bendinelli e Remo Sernagiotto, i quattro consiglieri di Forza Italia, hanno sottoscritto una mozione per rivolgere  tre richieste al Presidente Luca Zaia e alla giunta regionale.

“La prima – affermano i quattro – ad adoperarsi con ogni mezzo affinché il Governo provveda con urgenza a stanziare le risorse necessarie a bandire 6000 nuovi contratti di formazione specialistica per l’anno 2013/2014; la seconda, che vi sia un aumento dei contratti di specializzazione proporzionale all’aumento del numero dei laureati in medicina e chirurgia; e infine, a rappresentare a livello statale e al Miur la nostra contrarietà, la contrarietà del Veneto, alla prospettata “graduatoria unica” per l’assegnazione dei contratti di formazione specialistica in tutte le regioni”. E’ infatti allo studio del MIUR la creazione di un’unica graduatoria nazionale per l’assegnazione dei contratti di formazione specialistica. “Con la conseguenza che i primi classificati al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione – spiegano i consiglieri – potranno scegliere la sede preferita, mentre gli altri dovranno accontentarsi di quelle rimaste libere. Questo sistema porterebbe molti laureati veneti ad essere costretti a specializzarsi in altre parti d’Italia con aggravio delle spese regionali per formare medici che poi non lavorerebbero sul loro territorio”. La mozione arriva in risposta a dati precisi e preoccupanti per il futuro della specializzazione medica italiana, a cominciare dalla crescita costante del numero degli accessi al corso di laurea in medicina. “Basti pensare – aggiunge il capogruppo di Forza Italia e presidente della V Commissione Sanità Padrin – che si è passati dalle circa 7800 unità dell’anno accademico 2007/2008, alle oltre 10500 unità dell’anno accademico 2013/2014. Aumento a cui corrisponderà, nei prossimi anni, una conseguente crescita del numero dei laureati in medicina, destinato a superare le 9000-9500 unità per anno accademico”. La mozione, inoltre, tiene conto che nei prossimi 10 anni sono previsti massicci pensionamenti fra i medici dipendenti o convenzionati con il SSN, Servizio Sanitario Nazionale, (48% degli occupati in regime di dipendenza dal SSN e dalle Università, 62% dei medici di Medicina generale, il 58% dei Pediatri Libera Scelta e 55% degli Specialisti Convenzionati). Pensionamenti che, se non adeguatamente sostituiti con personale medico e specialistico, rischiano di sguarnire di risorse umane il Servizio Sanitario Nazionale, per cui – si legge nella mozione – “verrebbe a mancare l’adeguata erogazione delle prestazioni assistenziali essenziali con un peggioramento della qualità dell’assistenza che minerebbe le stesse fondamenta dei servizi sanitari italiani”. I consiglieri di Forza Italia ricordano inoltre nella mozione che il numero di nuovi contratti di formazione medica specialistica è in diminuzione e, solo nell’ultimo periodo, si è passati dalle 5000 unità  nell’anno accademico 2011/2012 a 4500 unità nell’anno accademico 2012/2013; che lo stanziamento attuale per contratti di specializzazioni per il 2013/2014 è sufficiente a garantire circa 2500 nuovi contratti a fronte dei circa 7500 laureati in medicina, che il prossimo anno cercheranno di accedere alla formazione post-laurea. “Per quanto riguarda la nostra regione – aggiungono i consiglieri di FI – dei circa 2500 posti nelle scuole di specializzazione previsti a livello nazionale per l’anno accademico in corso, solo 189 verranno assegnati al Veneto, contro un fabbisogno di 602 unità. Le giovani generazioni di medici, che non accederanno alla formazione medica post-laurea, sono destinati ad un ruolo professionale marginale nel nostro Paese –precisano – e molti emigreranno in Paesi esteri per completare la loro formazione. Forza Italia intende combattere il fenomeno della “fuga dei cervelli” e, se le cose non cambiano, – concludono i consiglieri –  il nostro Paese potrebbe trovarsi nell’assurda necessità di professionisti mentre questi sono costretti a specializzarsi all’estero, anche in Paesi che non garantiscono lo stesso livello di preparazione rispetto a quella italiana”.

18 dicembre 2013 

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