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Pagamenti 194, esclusione imprese agricole non ha efficacia retroattiva. Regione Veneto: importi precedenti vanno versati

1a1a1a_0a01aaa111aaaaaaaacontrolli_sanitariL’esclusione dai pagamenti delle tariffe previste dal decreto 194/2008 per gli imprenditori agricoli si applica a partire dall’entrata in vigore della legge Comunitaria del 4 giugno 2010. Il comma introdotto nella 194 con quella legge, la numero 96, non ha infatti efficacia retroattiva. Gli imprenditori agricoli che non hanno effettuati i pagamenti previsti dovranno quindi provvedere alla regolarizzazione degli importi dovuti per il periodo che va dal 1° gennaio 2009 al 30 giugno 2010. A sancirlo è la giunta regionale del Veneto con la delibera numero 2731 approvata la vigilia di Natale, che arriva a fornire chiarimenti sul versamento delle tariffe per i controlli sanitari. La questione era controversa. Reazioni delle associazioni agricole

In discussione il periodo intercorso tra l’entrata in vigore del decreto legislativo “Disciplina delle modalità di rifinanziamento dei controlli sanitari ufficiali” e le esenzioni agli imprenditori agricoli introdotte dalla legge Comunitaria “per l’esercizio delle attività di cui all’art. 2135 del codice civile che rientrano nella Sezione 6, Allegato A del decreto 194”.

Dura la reazione di Coldiretti Veneto che parla di “regalini” sotto l’albero che «evidenziano quanto il settore primario sia ignorato dalla strategia politico ed economica regionale».

«Tanto vale fare cassa – aggiunge un comunicato dell’associazione – sventolando in una delibera della Giunta, quella della Vigilia di Natale, un esonero sui controlli sanitari per gli agricoltori già previsto da leggi nazionali, fatto salvo richiedere la riscossione delle annate precedenti vale a dire 800 euro ad azienda, cantina o laboratorio. Il riferimento è un decreto legislativo, il numero 194 del 2008 in nome del quale saranno inviate le cartelle agli imprenditori veneti considerati inadempienti a causa di una mancata presa di posizione a tempo debito come han fatto invece altre Regioni confinanti visto che la normativa comunitaria originaria, di fatto, escludeva a priori la produzione primaria trasformata da questo procedimento». Secondo Coldiretti le attività agroalimentari interessate sarebbero già oggetto «di una pluralità di verifiche di vario genere per comprovare la qualità e la salubrità di prodotti tipici».

a cura Ufficio stampa Sivemp Veneto – 4 gennaio 2012 – riproduzione riservata

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