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Sanzioni per frodi alimentari, Parlamento Ue chiede confronto tra le misure dei diversi Paesi. E più poteri investigativi a Fvo

1a1a1a1a_0a00mcguinessLa richiesta da una deputata del Parlamento Europeo ed è rivolta alla Commissione. Sanzioni simili per una condivisa sicurezza alimentare. Un confronto ampio sulle misure adottate a livello nazionale dai vari Stati membri dell’Unione per contrastare e sanzionare le frodi alimentari, come l’Horsegate: è la richiesta che arriva da Mairead McGuinnes, deputata al Parlamento Europeo e irlandese di nascita. L’idea di fondo è – in prospettiva – di arrivare ad una armonizzazione UE non solo delle regole del gioco sulla sicurezza alimentare – che già c’è – ma anche delle sanzioni. Solo in questo modo infatti si riuscirebbe a garantire un mercato interno unico che dia a tutti gli stessi incentivi a comportarsi in modo conforme alla legislazione.

Un altro aspetto da valutare, oltre al tenore delle sanzioni, dovrebbe essere il ruolo ed i poteri ricoperti dalle autorità preposte a tali controlli, in particolare circa l’etichettatura.

Gli Stati Membri prevedono sanzioni specifiche per le frodi? Nel caso, per le frodi alimentari? Di che entità sono? Sono pecuniarie o anche di altro tipo (reclusione?). Vige l’interdizione per l’attività di messa in vendita o comunque di tipo commerciale? Per quanto tempo? Solo in questo modo e valutando le discrepanze tra legislazioni in essere, si dovrebbe essere in grado di verificare se vi sono in Europa paesi “boccaporto”, nei quali è più facile da un punto di vista strettamente normativo, “farla franca”; e in questo modo, svolgere una concorrenza sleale per imprese invece soggette a normative e controlli nazionali più stringenti.

Le domande che sono state poste al Commissario Tonio Borg nel dettaglio sono otto. Tra queste inoltre, la domanda se il Food and Veterinary Office (FVO) della Commissione Europea debba essere incaricato di speciali poteri investigativi per limitare le frodi alimentari.

Sicurezza alimentare – 4 marzo 2013

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