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Parma. Veterinario scomparso con il cane, spunta una lettera

In attesa della mega ricerca in programma nel fine settimana al bosco di Carrega, cresce la paura per la sorte di Stefano Toma, veterinario di 35 anni, di cui si sono perse le tracce nella zona di Parma dalla tarda mattinata di sabato, quando in taxi ha raggiunto il bosco regionale di Carrega, a dieci chilometri dalla città, per portare a passeggio, così come aveva fatto tante altre volte, il suo cane di grossa taglia. A casa del giovane è stata trovata una lettera, circostanza che potrebbe far pensare a un gesto estremo. Ma le ricerche priseguono.

1a1a16_stefano_tomaIl professionista, che a Parma si era laureato ed era rientrato da poco più di un anno, dopo aver insegnato in una università della Florida, viveva da solo in un’abitazione di Parma Borgo, nella zona antica della città.

La città emiliana era diventata la sua seconda casa: ci era arrivato nel 1996, a 18 anni, dopo aver conseguito il diploma al liceo scientifico «Banzi» di Lecce con il massimo dei voti. Il curriculum vitae la dice lunga sulla sua preparazione: una laurea con tesi sperimentale sull’ «ipertensione polmonare del cane» conseguita nel 2001, stage in Francia, Spagna e Austria. Una vita tranquilla, dunque, ben distante da eccessi o colpi di testa.

L’allarme è scattato domenica mattina, dopo che invano, da Lecce, i familiari avevano tentato di mettersi in contatto con lui. Che al numero fisso di casa non rispondeva, e neppure al cellulare, che ha sempre continuato a squillare. Giunta da Lecce, lunedì mattina, la sorella Manuela ha sporto denuncia, e sono partite le ricerche da parte della polizia e degli uomini della protezione civile. L’ausilio di cani specializzati ha consentito di rilevare il passaggio del veterinario lungo la riva di uno dei laghi del parco.

Per questo, così come è stato spiegato ieri mattina in conferenza stampa dal dirigente della Squadra mobile della Questura di Parma Enrico Tassi, in conto è stato messo anche l’incidente. Possibile, sostengono gli investigatori, che Stefano sia scivolato nel lago. E questa mattina lo specchio d’acqua è stato scandagliato, senza esito, dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Bolgna.

Ieri nel capoluogo parmigiano sono arrivati anche i genitori del professionista. Il padre, dipendente di un’impresa privata, e la madre casalinga che, assieme alla figlia, hanno autorizzato la polizia a lanciare un appello per le ricerche di Stefano. Durante la conferenza stampa, il dirigente della Mobile ha riferito che il veterinario era uscito lasciando in casa cellulare, portafogli con del denaro ed effetti personali. Ed ancora che, rintracciato, il tassista aveva confermato di averlo accompagnato all’ingresso del bosco di Carrega, davanti al ristorante “I pifferi” assieme al suo cane, “Vittoria”, un esemplare di Rhodesian Ridgeback, al suo fianco da otto anni. Al momento della scomparsa Stefano indossava un giaccone scuro e un paio di jeans e aveva con sè  uno zainetto di colore sgargiante. Le ricerche, iniziate lunedì, per ora si concentrano tra Sala Baganza e Collecchio. Toma in quei boschi ci andava spesso. Prima di trasferirsi a Parma, il 35enne viveva a Sala Baganza, comune a sud di Parma, a pochi chilometri di distanza dal luogo della sua scomparsa. Le maggiori difficoltà nelle operazioni di ricerca riguardano la vasta estensione dell’area e la mancanza di indizi, che permettano di restringere il campo delle indagini.
Lo cercano 50 uomini della protezione civile, dodici cani (ostacolati dal freddo), i guardia boschi, 4 agenti della mobile e in supporto l’elicottero della polizia di Stato. Sono in corso anche accertamenti sul computer del professionista alla ricerca di qualsiasi traccia utile a spiegare eventualmente la scomparsa. Alla forze dell’ordine non è per ora arrivata nessuna segnalazione. Per ora tace la famiglia, così come alcuni colleghi, che hanno preferito non rilasciare dichiarazioni dopo aver appreso della scomparsa. La Protezione civile non esclude una nuova, ampia, battuta di ricerca nel fine settimana.  

Chiunque abbia notizie è pregato di  contattare le forze dell’ordine. Un appello è stato diffuso in serata anche dalla trasmissione “Chi l’ha Visto?”.

18 gennaio 2012 (aggiornato il 19 gennaio)

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