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Parmigiano e prosciutti «alla diossina». È polemica su Grillo «A Parma l’inceneritore contamina il cibo»

«Questo si chiama procurato allarme. Una querela? Una denuncia? È poco. Beppe Grillo dovrà venire qua a chiederci scusa, a chiedere perdono alle migliaia di lavoratori, 40 mila per l’esattezza, che si guadagnano onestamente da vivere ogni giorno con il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Ma quale inceneritore alla diossina! Questa è solo una bassa, volgare, speculazione politica. Ecco tutto».

È furioso, Giuseppe Alai, 56 anni, il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, 3 milioni e 300 mila forme all’ anno (di cui un terzo esportate nel mondo), un miliardo e 800 milioni di euro il valore totale di mercato, con il 17 per cento del latte italiano impiegato, prodotto da vacche nutrite solo a cereali e foraggio: questo è il Parmigiano reggiano Dop, il formaggio a denominazione d’origine protetta più amato (e imitato) nel mondo.La sfuriata di Alai è la conseguenza di un post pubblicato ieri da Beppe Grillo sul suo seguitissimo blog. Tema: l’inceneritore di Parma appena entrato in funzione. «Il pdl e il pdmenoelle (per Grillo sarebbe il Pd, ndr ) esultano per l’accensione dell’inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L’inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti. Loro. Io sono stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti».

Parole durissime, che hanno appiccato un incendio. Per il Movimento 5 Stelle e soprattutto il sindaco «grillino» di Parma, Federico Pizzarotti, che aveva basato la sua campagna elettorale proprio sul no all’inceneritore, l’inaugurazione dell’impianto è stata una sconfitta. Di qui lo sfogo amaro di Grillo sul suo blog. Ma il rischio diossina, paventato dall’ex comico genovese, ha fatto infuriare non solo l’Emilia Romagna. Il presidente del Consorzio, Alai, ha accusato il leader dei 5 Stelle di «terrorismo». Ma pronta è stata anche la reazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, del Pdl: «Grillo è un incosciente, le sue affermazioni sulla Food Valley e su due dei principali prodotti del Made in Italy come il Parmigiano reggiano e il Prosciutto di Parma sono gravissime e prive di ogni fondamento. L’agroalimentare italiano di tutto ha bisogno tranne che di affermazioni gratuite dai toni apocalittici che rischiano di screditare uno dei comparti più importanti della nostra economia e il duro lavoro dei nostri produttori, che hanno saputo conquistare e mantenere in tutti questi anni una posizione di leadership e di grande reputazione internazionale».

«Le affermazioni di Grillo non hanno alcun fondamento», interviene il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi. «Abbiamo ottenuto precise rassicurazioni dagli esperti — spiega il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai — per quanto riguarda le emissioni dell’impianto. Perché spaventare inutilmente le persone? La diossina nell’aria non esiste: se Grillo ha delle prove, ce le mostri. Io credo invece che il suo sia stato soltanto un atto sprezzante nei confronti di tanti lavoratori».

Non solo: «Vorrei ricordare a Grillo che almeno un quinto della produzione di Parmigiano Reggiano arriva dalle terre colpite dal terremoto del maggio dell’anno scorso. Ebbene, con quale cuore può lanciare accuse così gratuite che finiscono per danneggiare della gente che da poco è riuscita a rialzare la testa, ad uscire dal tunnel?».

Il sindaco Pizzarotti, sconfitto ma non domo, due giorni fa aveva scritto una lettera aperta ai suoi cittadini dedicata all’inceneritore: «Come amministrazione di Parma abbiamo portato alla luce un iter di costruzione di cui un domani si prenderà carico la magistratura. E abbiamo lavorato con serietà, chiedendo e pretendendo il rispetto integrale di quelle che erano le normative di legge». Ma il senatore del Pdl, Francesco Giro, polemizza: «La dichiarazione bomba di Grillo sul rischio diossina nel parmigiano è una bordata al suo sindaco Pizzarotti, colpevole due giorni fa di aver detto che sarebbe disastroso tornare a votare. Presto, vedrete, nel Movimento 5 Stelle ci sarà la scissione del parmigiano…».

Fabrizio Caccia – Corriere della Sera – 31 agosto 2013 

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