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L’ultima protesta è del primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce: «Se si mette troppa carne al fuoco la riforma rischia di essere fragile». Non a caso: Santacroce (classe 1941) e con lui i 32 i presidenti di sezione sono tutti interessati dalla norma che accompagnerà alla pensione i giudici over 70. Di tutti gli articoli previsti dal decreto (54 in tutto) firmato ieri da Napolitano, è stato il più discusso fra Quirinale e Palazzo Chigi.

Qualche deroga per evitare un terremoto nella pubblica amministrazione c’è stata, ma l’impianto del decreto è quello approvato dal consiglio dei ministri ormai 10 giorni fa. Restano il taglio agli onorari degli avvocati dello Stato, il pensionamento dei magistrati – ma solo da fine 2015 – il divieto di incarico ministeriale in aspettativa per i consiglieri di Stato, salvo che per quelli in essere.

L’ultima protesta è del primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce: «Se si mette troppa carne al fuoco la riforma rischia di essere fragile». Non a caso: Santacroce (classe 1941) e con lui i 32 i presidenti di sezione sono tutti interessati dalla norma che accompagnerà alla pensione i giudici over 70. Di tutti gli articoli previsti dal decreto (54 in tutto) firmato ieri da Napolitano, è stato il più discusso fra Quirinale e Palazzo Chigi. Qualche deroga per evitare un terremoto nella pubblica amministrazione c’è stata, ma l’impianto del decreto è quello approvato dal consiglio dei ministri ormai 10 giorni fa. Restano il taglio agli onorari degli avvocati dello Stato, il pensionamento dei magistrati – ma solo da fine 2015 – il divieto di incarico ministeriale in aspettativa per i consiglieri di Stato, salvo che per quelli in essere.

L’ultima protesta è del primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce: «Se si mette troppa carne al fuoco la riforma rischia di essere fragile». Non a caso: Santacroce (classe 1941) e con lui i 32 i presidenti di sezione sono tutti interessati dalla norma che accompagnerà alla pensione i giudici over 70. Di tutti gli articoli previsti dal decreto (54 in tutto) firmato ieri da Napolitano, è stato il più discusso fra Quirinale e Palazzo Chigi. Qualche deroga per evitare un terremoto nella pubblica amministrazione c’è stata, ma l’impianto del decreto è quello approvato dal consiglio dei ministri ormai 10 giorni fa. Restano il taglio agli onorari degli avvocati dello Stato, il pensionamento dei magistrati – ma solo da fine 2015 – il divieto di incarico ministeriale in aspettativa per i consiglieri di Stato, salvo che per quelli in essere.

La Stampa – 25 giugno 2014 

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