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Patroni Griffi. Prefetture, dopo le Province sprint sulla riforma

Entro metà novembre l’intero assetto periferico dello Stato cambierà volto. Alla riduzione delle Province, che il Governo dovrebbe deliberare mercoledì prossimo, seguirà la riorganizzazione delle Prefetture e degli altri uffici centrali sparsi lungo lo Stivale, che è attesa nei dieci giorni successivi.

A confermarlo è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, in un’audizione davanti alla commissione bicamerale per il federalismo.

Il dimezzamento delle Province

Oggi scadeva il termine per l’invio all’Esecutivo delle proposte regionali di riordino delle Province. Da domani i tecnici di Palazzo Vidoni cominceranno a esaminarle in vista del decreto che conterrà la nuova mappa degli enti di area vasta. Ma è difficile che il Governo possa seguire gli spunti offerti dal territorio. Diverse Regioni hanno chiesto una o più deroghe rispetto ai criteri fissati dalla delibera del Cdm del 20 luglio scorso: 350mila abitanti ed estensione territoriale superiore a 2.500 chilometri quadrati. E difficilmente potranno trovare accoglimento nel testo che è atteso in Consiglio dei ministri, se possibile, già mercoledì prossimo.

L’obiettivo dell’Esecutivo resta quello di dimezzare le amministrazioni provinciali e scendere a 51/52. Sul tema il ministro Patroni Griffi ha nuovamente ricordato che la «revisione si rendeva necessaria visto che al tempo dell’unità d’Italia le Province erano 59 e poi nel corso degli anni sono arrivate a 109». A completare il riordino interverranno poi le norme sul nuovo sistema elettorale delle Province, previste dal Dl salva-Italia del dicembre scorso, che cancellano le Giunte provinciali e puntano a trasformare i consigli in organi di secondo livello, eletti cioè dai Comuni. Ma per la loro emanazione bisognerà attendere la pronuncia della Consulta prevista per il 6 novembre.

Gli altri uffici periferici

A metà novembre toccherà poi alle Prefetture e agli altri uffici periferici dello Stato (Questure, motorizzazioni, sportelli Inps eccetera). La dead line è stata indicata dallo stesso ministro della Pubblica amministrazione. Entro quella data sarà approvata in Consiglio dei ministri una «delibera preliminare con la quale arrivare a una riforma articolata dei livelli di governo sul territorio». Ma si tratterà solo dell’inizio dell’iter visto che Patroni Griffi intende avviare sul territorio forme di consultazione per tener conto delle richieste.

ilsole24ore.com – 25 ottobre 2012

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