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Pavia, truffa all’Asl: caccia ai complici in casa Inps

Nei guai quattro impiegati. Avrebbero istruito pratiche fittizie: l’Inps emetteva indennità di accompagnamento per invalidi civili con la complicità dei beneficiari che poi davano una percentuale

I magistrati vogliono soprattutto scoprire se l’inchiesta si può chiudere così, con i 4 arrestati, o se ci sono altri responsabili negli uffici dell’Asl o magari anche dell’Inps. Oggi, nel carcere di Vigevano, sono attesi gli interrogatori di garanzia dei tre dipendenti dell’Asl di Pavia, arrestati giovedì dai carabinieri, con l’accusa di truffa aggravata e continuata ai danni dell’Inps. Raffaella Barbieri, 45enne di San Genesio, Grazia Maria Cotroneo, 43enne residente a Milano, e Mauro Moroni, 52enne di Bereguardo, assistiti rispettivamente dagli avvocati Pietro Trivi, Bernardo Marino e Luciano Giulidori, sembrano intenzionati a rispondere alle domande del Gip Erminio Rizzi e a fornire così ulteriori elementi al sostituto procuratore Paolo Mazza, titolare dell’inchiesta.

Come aveva fatto Guiduccia Massolini, la prima impiegata dell’Asl (nel frattempo licenziata per una precedente condanna patteggiata) ad essere stata arrestata in quest’inchiesta, lo scorso 13 gennaio (ora è tornata in libertà) e assistita dagli avvocati Fabrizio Gnocchi ed Erika Veratti. Tutti sembrano ammettere singoli episodi nei quali avrebbero istruito pratiche fittizie per far emettere dall’Inps delle indennità di accompagnamento di invalidi civili, con la complicità dei beneficiari ai quali avrebbero chiesto una percentuale tra il 50 e il 70%. Nessuno sembra invece volersi assumere la paternità del sistema studiato per utilizzare la procedura informatica negli uffici dell’Asl per ottenere i pagamenti dall’Inps.

Nell’arco di sei anni, dal 2005 al 2011, le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce prima 134 casi, inizialmente contestati alla Massolini, poi altri 300 casi sospetti, per un danno complessivo all’erario di centinaia di migliaia di euro. Una quantità di casi che ha portato l’Asl e la Regione Lombardia a effettuare una serie di verifiche amministrative, anche se nel frattempo le procedure sono già cambiate e ora le competenze per la parte concessoria nell’iter delle invalidità civili è passata all’Inps.

«Abbiamo verificato – spiega Alessandro Mauri, dal luglio dello scorso anno direttore generale dell’Asl di Pavia – una serie di anomalie nel complesso sistema procedurale. Ci si pone il dubbio che quel che è avvenuto qui a Pavia possa essere avvenuto anche altrove, negli anni in cui era utilizzata la stessa procedura. Da quando le procedure sono cambiate, sono già 25 i casi di indennità di accompagnamento che l’Inps ci ha revocato, per presunti errori materiali, ma che noi comunque abbiamo segnalato alla magistratura, visti i precedenti».

QN – 7 maggio 2012

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