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Pecore sbranate, sul Baldo c’è un altro orso. Messe marche

La certezza sull’autore dell’aggressione a Tratto Spino è data dalle immagini della fototrappola. Intanto al giovane esemplare messe marche auricolari. A dichiararlo è il comandante della polizia Provinciale: «L’ultimo episodio di giorni fa con 4 animali morti scagiona il piccolo M11»

L’orso «giocherellone» del Baldo battezzato M11: è un esemplare giovane non in grado di assalire greggi Monte Baldo. Sono almeno due gli orsi che frequentano il Monte Baldo. I sospetti sono diventati certezza dopo che, qualche giorno fa a Malcesine, sono state predate quattro pecore nel gregge di Lombardi, in località Tratto Spino, a 1700 metri, dove il gruppo staziona per l’alpeggio. Per un attimo si è forse pensato che fosse opera dell’orsetto giocherellone che, da un po’, frequenta il Paterno Monte. Ma un giovane orso come M11, non ancora capace di procacciarsi da vivere, non poteva aver fatto un simile danno in una notte. Infatti la predazione non è stata opera sua, come fa sapere Anna Maggio, comandante del Corpo di polizia provinciale, che ha seguito la questione immortalando orso e pecore azzannate. Intanto, nella notte il 10 e l’11 settembre a Dossioli di Avio, M11, è stato catturato dai forestali che gestiscono il progetto di reinserimento dell’orso per la Provincia Autonoma di Trento, e dotato di marche auricolari radio trasmittenti che consentiranno di monitorarne gli spostamenti in modo intensiva. Non si può infatti ancora mettergli il radio perché è troppo giovane. Fa sapere intanto Maggio: «La settimana scorsa un agricoltore ci ha segnalato di aver trovato tre pecore uccise e una agonizzante, poi soppressa. Siamo andati sul posto», spiega, «abbiamo rinvenuto le carcasse che presentavano i segni dell’aggressione. Non c’era traccia dell’orso, ma le lesioni arrecate dimostravano di non essere state provocate da un cucciolo. Dal segno di un morso o di una zampata si distingue infatti anche l’età dell’animale che attacca: un cucciolo non avrebbe la forza di fare determinati tipi di danno, perciò abbiamo dedotto che il responsabile era un orso bruno adulto». La certezza l’hanno data le immagini: «Sul territorio è presente una fototrappola. Abbiamo quindi elaborato un filmato dell’animale: un plantigrado adulto. L’età potrà essere stabilita con un profilo genetico più accurato». E infatti prosegue: «Vicino a dove l’orso è stato immortalato abbiamo messo del filo spinato, sistema usato perché, al suo passaggio, l’animale lascia del pelo. Analizzando tale campione biologico si capirà di quale capo si tratti, se sia censito, dotato di radio collare… Appena troveremo i peli li raccoglieremo e li spediremo all’istituto zoo profilattico». Quindi informa come la Provincia si stia movendo: «In queste situazioni facciamo il maggior numero di accertamenti per capire se l’animale sia censito e conosciuto e ci teniamo a rassicurare la gente. Non si ha notizia di attacchi all’uomo da parte di orsi bruni anche nelle zone dove sono molto più numerosi. Un orso può essere pericoloso se stuzzicato quando ha i piccoli, come ogni animale che tende a tutelare la prole. A conferma che non solo un orso vive sul Baldo, Fausto Zoller, comandante della stazione di Brenzone del Corpo forestale dello Stato, aggiunge: «Alcuni campioni di pelo sono stati prelevati dal filo spinato del recinto di un gregge a Novezza, nelle cui vicinanze era stato notato un orso che differiva, nella descrizione, dal più piccolo spesso segnalato. I peli sono stati fatti analizzare e il dna ricavato risulta diverso da quello dei campioni biologici di M11. È probabilmente lo stesso esemplare che ha aggredito il gregge di Malcesine, dove un capo più grande era stato segnalato». Chiude: «Ricordiamo che questi episodi sono connessi alla presenza di un plantigrado che in questo periodo fa scorta di grassi per poter andare in letargo nel periodo invernale. La predazione rientra nella natura dell’orso bruno, tornato presente sul Baldo, un fatto positivo. I danni da orso, come quelli di lupo e lince – specie protette -, sono rimborsati dalla Regione Veneto sulla base di prove documentate e testimonianze», rassicura. Tiziano Turcato, presidente del Comitato permanente del comprensorio alpino del Monte Baldo e assessore all’agricoltura a Ferrara di Monte Baldo: «Sono stato contattato da agricoltori del Baldo, persone che vivono lì. Nel gregge che si trova a Malcesine sono state ammazzate quattro pecore e tre capre a Ferrara in località Campiel. In Valfredda un agricoltore ha visto da vicino l’orso. Sono persone preoccupate chiediamo l’attenzione delle istituzioni. L’orso è un animale prezioso e da proteggere, ma anche la nostra gente va seguita da vicino».

L’Arena – 13 settembre 2012

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