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Pensioni, 4,3 miliardi per assegni anticipati e di cittadinanza. L’Inps: quota 100 agevola gli uomini. Solo a maggio la stretta sui trattamenti d’oro

Quest’anno “quota 100”, Opzione donna, blocco fino al 2026 dell’adeguamento alla speranza di vita per le uscire anticipate e pensioni di cittadinanza costeranno 4 miliardi e 269 milioni. La stima, non distante da quella della relazione tecnica del decretone, è dell’Ufficio parlamentare del Bilancio. Secondo le previsioni dell’Upb, citate ieri dal consigliere Alberto Zanardi in una delle audizioni alla Camera, nel 2019 le misure del Governo dovrebbero produrre 314mila pensionamenti anticipati in più, con un onere di 4 miliardi per le casse dello Stato, che salirebbero a 372mila nel 2021 (8,6 miliardi di spesa) per poi ridursi gradualmente fino a quota 150mila nel 2028 (1,4 miliardi). A questo flusso di trattamenti vanno poi aggiunte le pensioni di cittadinanza, ovvero l’adeguamento degli assegni al minimo: a regime dovrebbero essere 136mila con un costo di 359 milioni, che per quest’anno risulterebbe leggermente ridotto (269 milioni), anche a causa della partenza ritardata dell’intervento.
Ieri, Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps, nel corso di un’altra audizione sul decretone ha confermato che sono già oltre 80mila le domande per “quota 100” (in serata è stato comunicato l’ultimo aggiornamento a 82.766). Ed ha affermato che «è vero» che “quota 100” «agevola gli uomini che hanno una carriera contributiva più costante. Era vero anche per i pensionamenti anticipati. C’è un gap gender notevole sul quale probabilmente ci si dovrebbe interrogare di più». Una valutazione confermata dall’Upb: a pensionarsi con “quota 100” sarebbero per circa il 70% uomini, di cui oltre la metà lavoratori dipendenti privati, il 30% statali e il 20% autonomi. Zanardi si è poi soffermato ad analizzare l’ipotesi che l’opzione del pensionamento anticipato introdotta dal Governo possa favorire una staffetta intergenerazionale: «Nel breve periodo – ha detto – la contrazione dell’occupazione delle coorti più anziane che sarà prodotta da “quota 100” potrebbe favorire un moderato ricambio generazionale, soprattutto nel settore pubblico. Nel lungo periodo, invece, l’occupazione tanto dei giovani quanto degli anziani dipenderà dall’efficacia delle misure di incentivo alla crescita economica implementate dal Governo».
Tornando all’Inps, ieri ancora in attesa che venga resa operativa la nomina a commissario di Pasquale Tridico e venga sciolto il nodo del sub-commissario (con la Lega che preme per Mauro Nori), Di Michele ha spiegato che l’Istituto è pronto a garantire con le pensioni di aprile la nuova perequazione all’inflazione (risparmio atteso 2,2 miliardi tagliando nella gran parte dei casi gli assegni per non più di 70 centesimi). Pertanto solo il mese successivo (maggio, in coincidenza con le elezioni europee) potrebbe scattare il prelievo sulla parte retributiva dei cosiddetti assegni d’oro.
Quanto alle ulteriori modifiche in arrivo alla Camera, secondo l’Inps l’eventuale stretta alle pensioni dei sindacalisti non dovrebbe essere retroattiva. Ritocchi sarebbero in arrivo anche per estendere la platea dei beneficiari del riscatto agevolato della laurea. Probabile pure un intervento in direzione Inpgi: «Stiamo studiando una soluzione che speriamo di poter inserire nel decretone anche se non posso garantire sui tempi – ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon -. Stiamo portando avanti un emendamento come Lega e ora ne parleremo come maggioranza».

Il Sole 24 Ore

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