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    Home»Notizie ed Approfondimenti»“Per la prima volta in 10 anni arretra la speranza di vita alla nascita”. Il Rapporto ‘Noi Italia 2016’ dell’Istat. “Sanità sottoposta da un decennio a misure di contenimento spesa”
    Notizie ed Approfondimenti

    “Per la prima volta in 10 anni arretra la speranza di vita alla nascita”. Il Rapporto ‘Noi Italia 2016’ dell’Istat. “Sanità sottoposta da un decennio a misure di contenimento spesa”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche8 Aprile 2016Nessun commento7 Minuti di lettura
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    Il Rapporto ‘Noi Italia’ segnala un dato negativo sulla speranza di vita. Dedicato anche un focus specifico alla sanità. La quota di spesa pubblica è inferiore a Francia e Germania e la privata è pari al 22,6% del totale. I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero. Bene gli stili di vita Nel 2014 si riducono i consumatori di alcol a rischio, i fumatori e le persone obese. LA NOTA

    “Secondo le prime stime relative al 2015, per la prima volta negli ultimi 10 anni la speranza di vita alla nascita arretra, con un decremento di 0,2 punti per gli uomini (80,1) e 0,3 per le donne (84,7). Nel Mezzogiorno i valori della speranza di vita si confermano al di sotto della media nazionale”. È quanto scrive l’Istat nel Rapporto ‘Noi Italia’ 2016 presentato oggi con cui scatta a 360 gradi una fotografia del nostro Paese. Dedicato anche un capitolo alla sanità.

    Nel documento si evidenzia come nel 2013 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta intorno ai 2.400 dollari pro capite a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Germania. La quota di spesa sanitaria privata è pari al 22,6% del totale, inferiore di oltre un punto percentuale rispetto a quella tedesca ma superiore a quella francese.

    I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero; tuttavia il ricorso al ricovero è in progressiva riduzione perché sempre più spesso le persone vengono curate in contesti assistenziali diversi dagli ospedali (day hospital o ambulatori). Nel 2013 i ricoveri per le malattie circolatorie e i tumori si confermano più elevati nelle regioni del Centro, rispettivamente 2.044,6 e 1.212,6 per 100mila abitanti. In Italia la mortalità per tumori e malattie del sistema circolatorio è inferiore alla media europea; nel 2012 i decessi per queste cause sono stati rispettivamente 27,0 e 34,4 ogni 10mila abitanti. Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori è inferiore alla media nazionale, mentre è più elevata quella per malattie del sistema circolatorio. Il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un paese, continua a diminuire; nel 2013 in Italia è di 2,9 per mille nati vivi, tra i valori più bassi in Europa.

    Gli stili di vita degli italiani continuano al migliorare. Nel 2014 si riducono i consumatori di alcol a rischio (15,5%), i fumatori (19,5%) e le persone obese (10,2%). A livello territoriale la quota più alta di consumatori di alcol si ritrova nel Centro-Nord mentre l’obesità è più diffusa nel Mezzogiorno.

    Qui di seguito i tre mini focus specifici sulla sanità:

    Uno sguardo d’insieme.

    Cala il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria.Tra il 2001 e il 2013 il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria risulta in calo di quasi 3 punti percentuali, mentre la spesa complessiva si accresce di oltre un punto percentuale.

    Nel 2014 la spesa sanitaria pubblica corrente è pari al 6,8% del Pil (1.817 euro annui per abitante).

    L’offerta ospedaliera si riduce anche per la promozione di un modello di rete ospedaliera integrato con l’assistenza territoriale, in un’ottica più generale di riorganizzazione dell’offerta (si è perso un posto letto per 1.000 abitanti tra il 2002 e il 2012).

    La mobilità ospedaliera interregionale riguarda circa 557 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (8,5% del totale dei ricoveri ordinari per “acuti”). 

    I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero; tuttavia vi è una riduzione nel tempo perché sono sempre più spesso curate in contesti assistenziali diversi (day hospital o ambulatori).

    La mortalità per tumori è in costante diminuzione grazie a misure di prevenzione primaria e avanzamenti diagnostici-terapeutici che riducono il rischio di sviluppare la malattia; anche se gli uomini presentano livelli di mortalità maggiori delle donne, il divario di genere diminuisce nel tempo. Sebbene la mortalità per malattie del sistema circolatorio, tipiche delle età adulte e senili, sia in continua diminuzione su tutto il territorio, costituisce la principale causa di morte, soprattutto per gli uomini. Il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un paese, continua a diminuire raggiungendo valori tra i più bassi in Europa.

    Tra le persone di 14 anni e più la quota dei fumatori è il 19,5%, dei consumatori di alcol a rischio è il 15,5%, mentre l’incidenza delle persone obese risulta il 10,2% della popolazione adulta di 18 anni e più.

    L’Italia e le sue regioni

    La spesa pubblica pro capite a livello regionale è molto variabile per le differenze esistenti nelle condizioni socio-economiche e nei modelli di gestione dei sistemi sanitari regionali; nel Mezzogiorno è decisamente inferiore alla media nazionale. Anche il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria totale è più basso nel Mezzogiorno (18,4% nel 2013), in particolare in Campania, Sicilia e Sardegna; le incidenze più alte si registrano in Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna.

    I posti letto ospedalieri mostrano un forte divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno: nel 2012 si passa da 2,7 posti letto ogni mille abitanti in Calabria ed in Campania a circa 4 nella provincia autonoma di Trento e in Emilia Romagna.

    I principali poli di attrazione ospedaliera sono concentrati in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. I ricoveri per tumori e per malattie del sistema circolatorio sono mediamente più elevati al Centro. Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori è inferiore alla media nazionale, mentre la mortalità per malattie del sistema circolatorio, sia per i maschi che per le femmine, è più elevata della media; anche la mortalità infantile è più elevata nel Mezzogiorno ed il miglioramento nel tempo è più lento in queste regioni svantaggiate.

    Il consumo di alcol a rischio e l’obesità mostrano situazioni territoriali contrapposte: nel Centro-Nord è più alta la quota di consumatori di alcol, nel Mezzogiorno quella di persone obese. Per i fumatori, le quote più elevate si rilevano in Campania, Umbria e Lazio.

    I fattori di rischio riguardano più gli uomini, con differenze rispetto all’età: i fumatori raggiungono i valori più alti nelle fasce di età centrali, il consumo di alcol a rischio è più diffuso tra i 65-74enni.

    L’Italia nel contesto europeo.

    Da oltre un decennio nell’Ue il sistema sanitario è sottoposto a riforme finalizzate alla razionalizzazione delle risorse e al contenimento della spesa.

    La spesa sanitaria pubblica italiana (2.381 dollari per abitante) è inferiore a quella dei principali paesi europei; la quota di spesa sanitaria privata è pari al 22,6% del totale, più bassa di oltre un punto percentuale rispetto a Germania e Austria.

    Riguardo l’offerta di posti letto ospedalieri, l’Italia si colloca al 21° posto e continua ad essere al di sotto della media Ue28 (5,3 posti letto ogni mille abitanti).

    Il nostro Paese si posiziona circa a metà della graduatoria per i ricoveri ordinari per tumori e malattie del sistema circolatorio (rispettivamente 1.149,2 e 2.002,6 per 100 mila abitanti).

    Il tasso di mortalità per tumori e per malattie del sistema circolatorio è inferiore alla media europea. L’Italia è tra i paesi con il più basso valore del tasso di mortalità infantile (2,9 per mille nati vivi), confrontabile con quello di Svezia, Spagna, Slovenia, Austria e Portogallo.

    L’abitudine al fumo è meno diffusa in Svezia, Lussemburgo e Finlandia. L’Italia si colloca in posizione centrale nella classifica dei 21 paesi europei aderenti all’Oecd, che vede nelle prime posizioni Grecia, Ungheria ed Estonia.

    Rispetto all’obesità, il nostro è tra i paesi con i valori più bassi insieme a Svezia e Paesi Bassi; all’estremo opposto Ungheria, Grecia ed Estonia. I valori elevati di Regno Unito e Lussemburgo risentono del fatto che l’indicatore utilizzato fa riferimento a peso ed altezza misurate e non dichiarate come per gli altri paesi, ed è noto in letteratura che il dato dichiarato, per gli adulti, comporta una sottostima.

    Quotidiano sanità – 8 aprile 2016 

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