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Per la prima volta in Italia è stato diagnosticato un focolaio di Aethina tumida: una nuova grande minaccia per le api

api aveareIdentificato un focolaio di Aethina tumida in provincia di Reggio Calabria. Si tratta del primo rinvenimento del parassita in Italia ed è stato effettuato il 5 settembre da parte di personale dell’Università di agraria che da marzo del 2014 aveva posizionato “nuclei esca” nelle vicinanze del porto di Gioia Tauro ritenuto un possibile sito di introduzione. Dopo il ritrovamento del coleottero i nuclei sono stati sottoposti a trattamento tramite fumigazione e congelamento.  L’Aethina tumida è un coleottero della famiglia dei Nititulidi che aveva già invaso il Nord America alla fine degli anni ’90 provocando ingenti danni al patrimonio apistico, con livelli di infestazione (diverse centinaia di larve e di adulti) mai riscontrati in Africa, sua zona di origine. Il ministero della Salute, Direzione Generale della Sanità Animale, il 12 settembre ha diffuso una nota. La nota del Ministero

L’11 settembre 2014 il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura presso l’Izs delle Venezie ha confermato  il primo accertamento in Italia. L’ Aethina Tumida è un coleottero parassita degli alveari, esotico nell’intera Unione Europea e che è in grado di determinare notevoli danni che vanno dal consumo delle scorte di polline e miele fino ad arrivare alla distruzione dell’intera covata.

Nel darne notizia ieri il Cra Api ha evidenziato le circostanze della scoperta e come il professor Vincenzo Palmeri, dell’Università di Reggio Calabria, autore del ritrovamento e dell’identificazione del parassita esotico, avesse avvertito il Ministero della Salute ed il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali affinché venissero attivate le procedure necessarie per circoscrivere ed eradicare eventuali ulteriori altri focolai nonché impedire la diffusione del parassita sul territorio nazionale. Data la gravità dell’evento, è opportuno che tutti gli apicoltori dell’area interessata procedano ad un’attenta e sistematica osservazione dei propri alveari e denuncino obbligatoriamente il sospetto all’autorità veterinaria locale. Il controllo. L’approfondimento

Vai all’aggiornamento del 19 settembre   Aethina tumida, un secondo accertamento in Calabria. Zone di protezione e sorveglianza. Nota del Ministero

 

MISURE URGENTI DI CONTROLLO E PREVENZIONE DISPOSTE DAL MINISTERO DELLA SALUTE

1) Rintraccio e controllo a destino degli apiari che hanno effettuato attività di nomadismo durante il periodo estivo nella Regione Calabria. Detti controlli dovranno essere finalizzati alla ricerca negli alveari degli stadi larvali e degli adulti di Aethina Tumida. L’esame nell’alveare dovrà essere effettuato sollevando i favi del nido considerato che questo coleottero tende a nascondersi nelle parti meno luminose dell’arnia.

2) In caso di rilevamento di adulti o stadi larvali che facciano sospettare la presenza di Aethina Tumida si dovrà ricorrere al sequestro di miele, favi e qualsiasi materiale veicolo di contagio;

3) Negli apiari di cui al punto 2) si dovrà ricorrere alla distruzione dell’intero apiario e al contestuale trattamento del terreno circostante che dovrà essere arato per una profondità di almeno 20 cm e trattato con sostanze anti larvali (es. permetrina al 40% )

4) L’applicazione dei provvedimenti di cui sopra dovrà essere comunicata puntualmente alla Direzione generale Sanità animale.

Qualche notizia sull’Aethina tumida

L’Aethina tumida è un coleottero nititulide relativamente piccolo, grande circa un terzo di un’ape operaia, originario di alcune regioni del sud del Sahara, da cui poi si è diffuso in vari paesi del mondo. È stato individuato in Florida nel 1998, manifestando in questo territorio tutta la sua pericolosità e dannosità per il comparto apistico, successivamente in Egitto (2000), in Canada e Australia (2002), in Portogallo (2004) in Messico nel 2007 e 2010.

aethinaA questi rilevamenti si aggiunge, malauguratamente, l’Italia, con il ritrovamento del 5 settembre. Il 2014, già caratterizzatosi come un anno difficilissimo per l’apicoltura non solo italiana ma europea, segna un altro dato estremamente preoccupante: l’introduzione di un nuovo pericoloso ed esotico nemico degli alveari. Il caso del Portogallo, in cui prontamente si individuò il coleottero all’interno del candito utilizzato nelle gabbiette per il trasporto di api regine, dimostra che l’eradicazione, con un intervento deciso e mirato in un’area di diffusione limitata, è possibile. In Portogallo si verificò l’eradicazione di Aethina tumida e l’apicoltura europea tirò un sospiro di sollievo, resta da vedere cosa accadrà in Italia, così come restano da conoscere le vie attraverso le quali il coleottero è stato introdotto e quali sono esattamente le sue aree di diffusione attuali.

I danni prodotti da Aethina tumida sono a danno sia delle api adulte che delle forme pre-imaginali. A parte l’impupamento del coleottero, che avviene sul terreno di fronte alle arnie, il resto del suo ciclo biologico avviene all’interno dell’alveare, fino a compiere ben 5 generazioni all’anno. Gli adulti di A. tumida risultano essere attratti dagli odori non delle singole api o dei loro prodotti ma dagli odori dell’alveare nel suo insieme, odori che possono captare anche a più di 10 km di distanza. Gli adulti di A. tumida introdottisi nell’alveare si cibano principalmente delle uova deposte dall’ape regina, di covata, di miele, di polline. Potremmo dire che si tratta di un antagonista delle api pressoché «onnivoro». Le larve del coleottero si nutrono di polline e miele danneggiando seriamente i favi a causa delle gallerie che scavano nei favi stessi e sono inoltre in grado di inquinare il miele con le proprie feci. Il miele così contaminato tende a fermentare e fuoriuscire dalle celle, sporcando l’alveare e diffondendo in questo modo la miscela di miele lordato. Possono esservi danni anche ai telaini immagazzinati, così che i danni provocati da A. tumida si potrebbero sommare a quelli prodotti da Galleria mellonell a (la cosiddetta tarma della cera).

Le serie preoccupazioni destate dalla diffusione di questo coleottero dipendono in larga misura sia dalle scarse conoscenze relative a questo insetto, con il risultato che si hanno strategie di contenimento e controllo poco efficaci, sia dal fatto che mentre nei paesi di origine il coleottero dell’alveare tende ad aggredire le famiglie più deboli e causa danni limitati, in Florida ha dimostrato capacità di adattamento e modificazione del comportamento notevoli.

A cura di c.fo. Ufficio stampa Sivemp Veneto – 13 settembre 2014 

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