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Per quasi 35 milioni di italiani il Green pass non ha più scadenza. Per altri 18 milioni dura 6 mesi. L’obbligo di certificato verso l’estensione all’estate

Il Sole 24 Ore. Per quasi 35 milioni il green pass non avrà scadenza. Tanti sono gli italiani che hanno già fatto la dose booster o sono guariti dal Covid e hanno fatto almeno due dosi di vaccino. Per loro – dopo il via libera alle nuove misure di allentamento varate ieri – non ci sarà più bisogno di controllare se il proprio certificato verde è in scadenza. «La certificazione verde Covid-19 ha validità a far data dalla medesima somministrazione senza necessità di ulteriori dosi di richiamo», avverte il testo del decreto che ricorda come dopo la terza dose non è prevista (ancora) la quarta: per ora l’Ema (Agenzia Ue del farmaco) frena e l’ipotesi più accreditata è che si vada verso un richiamo annuale dopo l’estate.

Per altri 18 milioni di italiani che hanno fatto finora due dosi sarà invece necessario capire quando scade il proprio pass che dal 1 febbraio dura non più 9 mesi, ma solo sei. Per loro sarà dunque necessario programmare la terza dose ormai considerata parte essenziale del ciclo vaccinale se non vorranno far scadere il certificato verde. Anche perché, se è molto probabile che il prossimo 31 marzo lo stato di emergenza che si protrae da oltre due anni non sarà più prorogato è altrettanto probabile che invece la necessità di esibire il green pass per tutta la vita sociale e ludica e anche per il lavoro – l’obbligo è in vigore dal prossimo 15 febbraio – sarà ancora valido almeno fino all’estate.

Questa è l’ipotesi su cui si lavorerà nelle prossime settimane con gli occhi puntati sulla curva del virus che sta finalmente rallentando la sua corsa. Ma la cautela è d’obbligo. E anche se altri Paesi stanno puntando sull’abrogazione di tutte le limitazioni, il Governo punterà su un addio graduale come ha sempre fatto finora nella sua strategia contro il Covid. Sulle scelte finali però peserà nelle prossime settimane anche il pressing all’interno della maggioranza – a partire dalla Lega – per abrogare tutti i vincoli, a partire proprio dal green pass. La partita è dunque aperta, ma il premier Draghi – tra i primi sostenitori dell’estensione dell’obbligo del pass – non dovrebbe cedere su questo punto per questo è verosimile che gli italiani dovranno tenere in tasca il certificato verde ancora per diversi mesi.

Discorso diverso quello dell’obbligo vaccinale per gli over 50 che è in vigore dall’8 gennaio e che da martedì scorso ha fatto scattare il meccanismo delle multe per i no vax che al momento sono oltre 1,6 milioni. L’obbligo in questo caso scade il 15 giugno e riguarda non solo la doppia dose ma anche la necessità di fare il richiamo perché nel «ciclo vaccinale completo» c’è anche il richiamo.

L’obbligo quindi riguarda solo le tre dosi ma non è escluso che in futuro, se il Covid continuasse a “mordere” ancora, lo stesso obbligo per gli over 50 sia ancora prorogato almeno per un altro anno.

Secondo gli ultimi dati di Lab24 del Sole 24 ore sono 1,68 milioni gli over 50 no vax (1,9 milioni se si includono i guariti) che rischiano la sanzione di 100 euro se dai controlli del ministero della Salute risulteranno non immunizzati, a meno che non siano titolari del diritto all’esenzione che si ha in base all’«accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore».

Sempre secondo le elaborazioni di Lab24, c’è un terzetto di regioni dove la quota dei non vaccinati ultra 50enni è superiore al 10%: sono Calabria (10,63%), Abruzzo (10,24%) e Sicilia (10,02%).

Decisamente diversa la situazione in Puglia, Lazio e Molise: in questo caso la percentuale si mantiene sotto il 4 per cento.

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