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Peste suina africana. Ultimi aggiornamenti in Italia e in Europa. Positività tra Piemonte, Liguria e Lazio a quota 229. Slittano gli abbattimenti dei cinghiali per mancanza di congelatori

La situazione epidemiologica in Italia. Continuano a crescere, ma con decisi segni di rallentamento, i casi di positività alla peste suina africana che toccano ora quota 228. In Piemonte e Liguria i positivi sono in totale 182, due in più rispetto all’aggiornamento precedente: 119 per positività in Piemonte, 63 per positività in Liguria. I nuovi casi sono stati osservati in Liguria, uno nella provincia di Genova, a Campomorone (seconda positività nel Comune da inizio emergenza). Da registrare anche un nuovo caso nel Lazio, dove si raggiungono le 47 positività in totale. 

Abbattimenti dei cinghiali: in Liguria mancano i frigo

Continuano nelle zone interessate dall’epidemia gli abbattimenti dei cinghiali decisi dai piani regionali di contrasto alla Psa. L’abbattimento di grandi numeri di selvatici desta però non pochi problemi logistici. In Liguria, una delle tre Regioni colpite dall’epidemia: è slittato ancora il piano di abbattimento di 12mila cinghiali nell’area rossa che era previsto per fine agosto. I congelatori per le carcasse sono introvabili. Il via è posticipato a inizio ottobre.

Ancora aperta la vicenda dei suini ospitati nel rifugio di Roma Nord

Suscita attenzione, soprattutto nel mondo animalista, intanto, la vicenda che interessa i 130 animali  ospitati al rifugio la Sfattoria degli Ultimi, il santuario di Roma Nord che accoglie cinghiali e maiali salvati e ora destinati all’abbattimento a causa delle misure di contenimento della peste suina africana. Il futuro di questi suini, però, appare in netto miglioramento rispetto alla situazione che si era andata definendo all’inizio del mese.

Il Ministero della salute, con una nota firmata dalla direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, ha chiarito meglio quali siano le disposizioni sul controllo e la prevenzione della peste suina cui anche la Asl Rm1, quella territorialmente competente per la Sfattoria, dovrà attenersi.  Nel documento del ministero si legge che “con riferimento al dispositivo in oggetto, si chiarisce che lo stesso è applicabile esclusivamente a quelle situazioni in cui privati cittadini tengono presso le proprie residenze o abitazioni private fino a un massimo di due suini per finalità diverse dagli usi zootecnici e dalla produzione di alimenti. Pertanto le disposizioni contenute nel provvedimento citato non sono applicabili a rifugi per animali, né ad altre situazioni in cui gli animali sono tenuti per scopo ricreativo, dimostrativo, culturale e altro”. In altre parole le previste misure per il controllo e la prevenzione, tra cui l’eventuale abbattimento, non si applicano per gli ospiti dei rifugi. Tutto è comunque rimandato al 12 settembre, la data che il Tar del Lazio ha fissato dopo aver accolto la sospensiva dell’ordinanza di abbattimento dell’Asl.

Intanto in Germania… 

Nella zona di restrizione PSA nei distretti di Emsland e Grafschaft Bentheim, la situazione negli allevamenti è drammatica. Oltre alle perdite finanziarie per gli allevamenti colpiti, quasi 30.000 suini in sovrappeso rimangono nei capannoni. Nell’area sono interessati circa 300 allevamenti, l’invio al macello è permesso ma i macelli faticano a ritirarli dato che potrebbero avere delle difficoltà concrete nella commercializzazione delle loro carni.

Ad oggi la data in cui i distretti tedeschi rimangono in zona di restrizione è stabilita al 14 di ottobre, fino a questa data la commercializzazione di suini da macello e suinetti è severamente limitata, gli animali devono essere esaminati e la carne trattata (di solito cotta). Numerosi sono anche gli ostacoli legali e logistici da superare: i macelli, le capacità frigorifere e i relativi impianti di lavorazione.

L’Associazione Nazionale Allevatori della Germania chiede veementemente allo Stato il risarcimento agli allevatori della zona. Un’altra richiesta inoltrata alla UE è la riduzione del periodo di blocco a 60 giorni.

La situazione in Europa
Di seguito le mappe che riassumono l’attuale situazione a livello europeo riguardo la Peste Suina Africana:

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