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Peste suina africana, il Ministero della Salute ha emanato il dispositivo dirigenziale che istituisce la zona infetta. Sono 146 i comuni individuati tra Piemonte e Liguria

Continua a correre la peste suina in Piemonte. Sono 146 i Comuni individuati dal Ministero della Salute come “zona infetta” da PSA. Il dispositivo dirigenziale emanato ieri dalla Direzione Generale della Sanità Animale mette sotto stretta sorveglianza un’area compresa tra le regioni Piemonte e Liguria, che interessa in particolare le provincie di Alessandria e di Genova. L’istituzione della zona infetta fa seguito  al provvedimento della Commissione Europea sull’Italia e alle riunioni degli esperti nazionali convocate dal Ministero della Salute.

I CASI

Il Centro di Referenza nazionale per le pesti suine (CEREP presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche) il 7 gennaio  ha confermato la presenza del virus di Peste suina africana (PSA) in una carcassa di cinghiale rinvenuta nel Comune di Ovada, in Provincia di Alessandria, e il giorno 11 gennaio ha confermato altri due casi in due carcasse rinvenute rispettivamente una nel comune di Fraconalto (Alessandria) a circa 20 km dal primo ritrovamento, e l’altra nel comune di Isola del Cantone (Genova);

“La Peste suina africana è un malattia virale infettiva trasmissibile – si legge nella nota – che colpisce i suini domestici detenuti e cinghiali selvatici e che ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento (UE) 2016/429 “normativa in materia di sanità animale” come integrato dal Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione europea”.

LE MISURE

Tenuto conto che la peste suina africana può avere gravi ripercussioni sulla salute della popolazione animale interessata e sulla redditività del settore zootecnico suinicolo, incidendo in modo significativo sulla produttività del settore agricolo a causa di perdite sia dirette che indirette con possibili gravi ripercussioni economiche in relazione al blocco delle movimentazioni delle partite di suini vivi e dei relativi prodotti derivati all’interno dell’Unione e nell’export il 7 gennaio il Gruppo operativo degli esperti ha provveduto ad effettuare una valutazione epidemiologica finalizzata alla definizione della zona infetta sulla base dei criteri di cui all’articolo 63 del Regolamento (UE)2020/687 dove attuare tutte le misure di cui agli articoli da 63 a 67 del Regolamento delegato (UE) 2020/687 e quelle di cui al Regolamento di esecuzione (UE) 2021/605.

Il 10 gennaio l’Unità centrale di crisi ha preso atto e approvato le valutazioni e indicazioni presenti nel resoconto della riunione del Gruppo operativo degli esperti e ha collegialmente deliberato la definizione della zona infetta oltre all’attivazione di tutte le misure di cui alla normativa europea per il controllo e la prevenzione della diffusione della malattia.

Il Ministero dispone quindi che la zona infetta comprenda i territori dei Comuni di cui all’allegato 1 individuati sulla base dei luoghi di ritrovamento delle tre carcasse di cinghiali selvatici situati nei Comuni di Ovada (AL), di Isola del Cantone (GE) e di Fraconalto (AL).

L’allegato 1 potrà essere modificato sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica e del ritrovamento di ulteriori casi positivi confermati.

 

La Nota del Ministero della Salute del 11/01/2022 avente come oggetto: Istituzione di una zona infetta a seguito di conferma di casi di peste suina africana nei selvatici. 

DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2022/28 della Commissione del 10 gennaio 2022 relativa ad alcune misure di emergenza provvisorie contro la peste suina africana in Italia 

La mappa dei focolai europei 

I casi riscontrati in Italia, come si può vedere dalla mappa, si trovano a grande distanza dagli  altri focolai europei del virus di genotipo 2, non certo in contiguità. Per riuscire ad arginare l’infezione sarà importante ora capire quali ne siano stati i vettori. 

 

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