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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»Peste suina africana, trattamento ad alta pressione nei salumi per proteggere industria suinicola
    Rassegna Stampa

    Peste suina africana, trattamento ad alta pressione nei salumi per proteggere industria suinicola

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati31 Maggio 2024Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Il progetto ASFree M.e.a.t, finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, investe in sicurezza alimentare, innovazione tecnologica ed espansione dell’export per proteggere l’industria suinicola italiana dalla Peste Suina Africana attraverso l’uso del trattamento ad alta pressione

    Per contrastare l’emergenza Peste Suina Africana (Psa), il Ministero della Salute ha finanziato il progetto ASFree M.e.a.t (African Swine Fever free M.e.a.t.), che vede la collaborazione di vari Istituti Zooprofilattici Sperimentali e diverse aziende suinicole per garantire la sicurezza alimentare dei salumi, innovare tecnologicamente il settore con l’uso del trattamento ad alta pressione (Hpp) e rafforzare l’export dei prodotti italiani.

    La peste suina
    Nel 2022 in Italia è comparsa la Psa nella popolazione di cinghiali tra Piemonte e Liguria, diffondendosi progressivamente verso est e coinvolgendo Lombardia ed Emilia-Romagna, con alcuni focolai in allevamenti di suini.
    Anche se la malattia non è una trasmissibile all’uomo, rappresenta comunque un rischio per la salute degli animali, oltre che per il comparto produttivo suinicolo. Oggi, il fronte di avanzamento in Italia continentale minaccia l’industria dei salumi italiani, un settore con molte eccellenze DOP e IGP, che impiega circa 30mila lavoratori, per un fatturato totale di circa 9 miliardi di euro, di cui 2 dall’export.

    Il progetto ASFree M.e.a.t
    Per far fronte a questo scenario, il Ministero della Salute ha finanziato il progetto ASFree M.e.a.t – African Swine Fever free M.e.a.t. (Meet export agreement on trading), coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, che si focalizza su tre grandi temi:
    ? Sicurezza alimentare: il progetto intende offrire garanzie sanitarie ai Paesi importatori circa l’assenza del virus della Psa nei prodotti stagionati italiani, grazie all’impiego del trattamento ad alta pressione (Hpp, High Pressure Processing).
    ? Innovazione tecnologica: l’impiego delle tecnologie Hpp rappresenta un avanzamento significativo nel campo della conservazione alimentare, che mira a stabilire nuovi standard per la devitalizzazione di agenti patogeni senza alterare le qualità organolettiche dei prodotti.
    ? Espansione dell’export: il progetto punta a rafforzare la posizione dell’Italia nel mercato globale dell’export di salumi, promuovendo la qualità e la sicurezza dei prodotti italiani come fattori chiave per l’accesso a nuovi mercati internazionali.
    L’obiettivo del progetto è combinare tradizione e innovazione per promuovere l’eccellenza italiana nel mondo. Attraverso una collaborazione multidisciplinare tra Istituti Zooprofilattici Sperimentali, aziende e associazioni leader nel settore, ASFree M.e.a.t. mira a definire nuovi standard di eccellenza, promuovendo i salumi italiani non solo come simbolo di gusto e tradizione, ma anche come esempio di sicurezza e affidabilità.

    Il trattamento ad alta pressione
    I ricercatori del progetto ASFree M.e.a.t avranno a disposizione le più moderne tecnologie di trattamento ad alta pressione per garantire la totale assenza del virus della Psa nei prodotti di salumeria destinati al mercato internazionale.
    Il trattamento Hpp, anche definito “pascalizzazione”, è una tecnica di conservazione non termica che si applica ad alimenti solidi e liquidi già confezionati, quindi non passibili di successiva contaminazione. Si tratta di una tecnologia innovativa basata sull’applicazione di pressioni idrostatiche nettamente superiori a quella atmosferica (fino a 6.000 bar) che consentono di raggiungere l’inattivazione dei microrganismi presenti e rendere i prodotti alimentari stabili, conservabili e sicuri.
    Il progetto ha lo scopo di generare dati aggiornati sulla presenza del virus nei prodotti a base di carne stagionati maggiormente esportati, durante le principali fasi di lavorazione e stagionatura, utilizzando ceppi virali attualmente circolanti in Italia, e valutare l’efficacia dell’applicazione del processo Hpp per la totale devitalizzazione del virus.

    Gli Istituti
    I partner del progetto sono:
    ? Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum): in qualità di sede del Centro di Referenza Nazionale Pesti Suine (Cerep), metterà in campo tutto il know-how acquisito negli anni sulla Psa per il coordinamento del progetto.
    ? Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izsler): sarà coinvolto principalmente nello sviluppo e nella validazione dei metodi virologici per la rilevazione del virus nelle matrici alimentari oggetto di studio e nella realizzazioni di prove di abbattimento tramite contaminazioni artificiali (challenge test) di prodotti di salumeria.
    ? Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe)
    ? Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam)

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