Un cinghiale investito per strada in Piemonte è stato trovato infetto e ora quel cinghiale sta mettendo a rischio le nostre esportazioni di salumi e carni di maiale, del valore di quasi due miliardi di euro, per i blocchi imposti dai Paesi terzi, come hanno subito fatto Cina e Giappone.

Il virus della peste suina africana, che nulla a che fare con la peste dell’uomo, per il quale è assolutamente innocuo, ha un nome però che dice molto. Si tratta di una vera pestilenza per gli animali che colpisce, il maiale domestico e i suini selvatici come il cinghiale e il facocero in Africa. Per le zone infette tra Piemonte e Liguria è scattato obbligatoriamente un lockdown specifico per questa malattia, con il divieto di caccia e di escursioni nei boschi, nel tentativo di arrestare la diffusione del virus nelle aree limitrofe. Il virus della peste suina è infatti molto stabile, indifferente al congelamento, e chiunque arriva da una zona in cui c’è la malattia può diventarne un veicolo inconsapevole, trasportandolo con le scarpe o le ruote delle macchine.

La guerra adesso è quindi quella di evitare i