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Peste suina: Sardegna, dopo primo sblocco-export nuove richieste al ministero

Ulteriori corridoi sanitari per le aziende suinicole virtuose, rafforzamento del supporto per la lotta al pascolo brado e clandestino, via libera ai salumi termizzati (indenni dalla peste suina) dopo il recente primo sblocco all’export.

Sono tra i punti contenuti nella richiesta che la Regione ha avanzato oggi a Cagliari ai rappresentanti del ministero della Salute (direzione generale della Sanità animale) intervenuti all’Unità di crisi sull’emergenza peste suina africana. Alla riunione erano presenti, oltre alla Regione (il commissario delegato della presidenza Gilberto Murgia, gli assessorati della Sanità e dell’Agricoltura), i servizi veterinari delle Asl, l’Istituto zooprofilattico della Sardegna, il Corpo forestale e i sindaci dei territori interessati.

LE AZIONI. Durante l’incontro è stato ricordato il lavoro della Regione sul fronte del contrasto alla malattia, anche in base a quanto prescritto dai Piani di eradicazione e dal crono-programma avanzato di recente dalla Commissione europea, riesaminato nel dettaglio anche oggi. Saranno rafforzate ulteriormente le azioni di contrasto al pascolo clandestino, e sono stati richiamati i controlli sanitari, virologici e di biosicurezza, e i circa 2mila allevamenti che sono stati regolarizzati.

PRIMO SBLOCCO EXPORT. Murgia e l’assessore della Sanità Simona De Francisci hanno ringraziato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che nei giorni scorsi, dopo che la Regione aveva inviato le informazioni richieste, ha sbloccato le esportazioni per le imprese suinicole sarde di trasformazione che non hanno giacenze di prodotti a base di carne locale. Un risultato ottenuto grazie anche a un rinnovato e rafforzato dialogo con lo stesso ministero. Sulla base di ciò la Regione ha nuovamente chiesto di essere supportata nel percorso di eradicazione, visto che è stata ribadita la volontà di sconfiggere una volta per tutte la peste suina, presente nell’Isola dal 1978.

IL MINISTERO. I rappresentanti del ministero, riservandosi di valutare i contenuti tecnici delle azioni chieste dalla Commissione europea e in fase di sviluppo, hanno apprezzato il lavoro della Regione e dei Servizi veterinari, invitando comunque le istituzioni regionali e locali a insistere sull’applicazione del Piano di eradicazione, in particolare negli interventi contro gli allevamenti e i capi non anagrafati. I dirigenti del ministero della Salute hanno poi sottolineato che la persistenza della peste suina africana mette a rischio non solo il comparto suinicolo sardo, ma anche quello nazionale visto che la Commissione a breve potrebbe ulteriormente inasprire le misure nei confronti dell’Italia come Paese membro. Il ministero ha fatto presente che è necessario uno sforzo straordinario in quanto si tratta di cogliere l’ultima possibilità offerta.

I SINDACI. Durante la riunione sono intervenuti anche veterinari e sindaci che hanno esposto le difficoltà quotidiane nel combattere gli allevamenti clandestini e nel far capire, in realtà fortemente legate a secolari tradizioni, che ormai non c’è alcuna alternativa alla regolarizzazione di capi e aziende. Sul fronte del supporto economico, la Regione ha rassicurato i sindaci per le spese di abbattimento e interramento delle carcasse, che potranno essere risarcite dietro presentazione della relazione e delle ricevute di spesa. Inoltre, è allo studio la possibilità di allestire un’unità mobile regionale per queste operazioni.

Lo rende noto la Regione Sardegna.

7 giugno 2013

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